Indebolimento dell'offerta culturale con conseguente perdita di un importante elemento di valorizzazione dell'identità friulana e difficoltà di accesso alle risorse per i piccoli musei, la cui sopravvivenza è quindi a rischio. Queste saranno le conseguenze, secondo il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, della nuova gestione dei beni culturali in Fvg così come definita nel disegno di legge che il Consiglio regionale si appresta a esaminare. Conseguenze che il presidente ha precisato nero su bianco in una lettera trasmessa ai referenti dei musei della rete provinciale. «Dal 1 gennaio 2016 cesseranno le azioni di questa amministrazione provinciale a sostegno della rete museale» esordisce Fontanini ricordando anche che l'ente non supporterà più le biblioteche, il prestito interbibliotecario nonché, in generale, interventi volti a valorizzare beni culturali. «La competenza sarà trasferita alle Uti e soprattutto alla Regione - chiarisce il presidente -. Questo comporterà una frammentazione nell'azione unitaria condotta a livello provinciale che indebolirà l'offerta, produrrà la perdita di un importante elemento di valorizzazione dell'identità comune di questo territorio, polverizzato in dieci Unioni territoriali intercomunali. Dall'altra, l'accentramento delle funzioni di coordinamento e contributive a livello regionale farà correre il concreto rischio a tante piccole strutture di non poter più accedere ad alcun sostegno per la valorizzazione delle proprie attività, perché non saranno in possesso degli standard che verranno fissati a livello regionale». Analoghi rischi sono destinati a correre anche beni del patrimonio culturale locale: i relativi progetti di investimento per la conservazione e la valorizzazione saranno, infatti, determinati solo dall'accesso a bandi con modalità, criteri e priorità d'intervento determinati esclusivamente a livello regionale.