Nessun crollo. Le antiche mura nell'area di porta Barete sono state smontate dalla Soprintendenza ai beni culturali. A raccontare quanto avvenuto è l'architetto Antonio Di Stefano, che fuga le supposizioni di crolli dovuti alla pioggia e all'incuria affastellatesi nei giorni scorsi. «Da mesi stiamo lavorando sulle mura» spiega. «Ora siamo arrivati ad un centinaio di metri da porta Barete. In quel tratto c'era un grosso "fuori piombo", ovvero le mura non erano a filo. Per procedere con il restauro si è reso necessario lo smontaggio di una parte della cinta. Era impossibile consolidarla diversamente». Insomma le piogge dei giorni scorsi non hanno provocato danni o smottamenti. Nessun allarme, insomma: la zona è «sorvegliata speciale» da parte della Soprintendenza. «D'altronde solo qualche settimana fa è stato ribadito il vincolo sulla porta» prosegue l'architetto. «Mentre il lavoro sulle mura è ormai giunto quasi al termine. L'ultimo lotto, un'estensione dei precedenti, è partito dalla fine di viale della Croce Rossa, per poi girare intorno al quartiere di Santa Croce e concludersi nella zona di porta Barete». La discussa questione del restauro dell'accesso ovest alla città riscoperto dopo il terremoto sembra doversi risolvere appunto con l'apposizione del vincolo, con buona pace dei proprietari del civico 207 di via Roma. «Sarebbe stato molto pericoloso restaurare quella porzione di muro senza smontarne una parte» continua Di Stefano, «per questo abbiamo deciso di procedere in tale direzione». Nel frattempo la Soprintendenza sta lavorando anche su un'altra porzione dell'antica cinta muraria della città: quella di via Luigi Sturzo che da porta di Bagno arriva fino a porta Napoli. «Il restauro e la valorizzazione delle mura dovrebbero terminare entro novembre» conclude l'architetto. «Presto dovrebbe partire anche il progetto che prevede un camminamento lungo tutte le mura e una particolare illuminazione della cinta. Per il momento abbiamo rispettato la tabella di marcia e prima della fine dell'anno contiamo di restituire questo tesoro alla città». (m.c.)
L'AQUILA. Porta Barete, nessun crollo delle mura. La Soprintendenza: È stato un evento da noi provocato per mettere in sicurezza una parete
L'architetto Antonio Di Stefano ha spiegato che le antiche mura di porta Barete non sono crollate a causa delle piogge e dell'incuria. Il restauro delle mura è stato necessario per consolidarle e ha richiesto lo smontaggio di una parte della cinta. Il lavoro è quasi terminato e si prevede che il restauro e la valorizzazione delle mura terminino entro novembre. La Soprintendenza sta lavorando anche su un'altra porzione dell'antica cinta muraria della città. Il progetto prevede un camminamento lungo tutte le mura e una particolare illuminazione della cinta. L'architetto ha spiegato che il restauro è stato necessario per consolidare le mura e che non è stato necessario smontare tutta la cinta.
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