C'è un altro lato di questa regione che sempre più turisti scelgono di scoprire. I luoghi storici e i monumenti che sono il simbolo della civiltà magnogreca La Puglia ogni anno rivive la conferma come una delle mete turistiche più gettonate per la stagione estiva. Spiagge da sogno e acque cristalline, cucina tipica che incanta i palati e vita notturna per un divertimento sfrenato fino alle prime luci dell'alba. Ma c'è un altro lato della Puglia che sempre più turisti scelgono di scoprire, visitando i luoghi storici e i monumenti di una regione che è simbolo della civiltà magnogreca. La storia della Puglia ha radici antichissime: i primi insediamenti nel suo attuale territorio risalgono a circa 250mila anni fa e, nei secoli, la regione ha visto insediarsi numerosi popoli, fino a giungere, in epoca ellenica, alle varie colonie magnogreche, di cui la più famosa è la città spartana di Taras, l'odierna Taranto. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Puglia divenne dominio dell'Impero bizantino, mentre sotto la dominazione normanna venne fondata la Contea di Puglia, fino ad arrivare al 1130, quando la regione fece ufficialmente parte del Regno di Sicilia. Dopo il regno asburgico, la Puglia passò ai Borboni nel 1734, fino alla nascita del Regno delle due Sicilie e - infine - venne riconosciuta regione con le province di Foggia, Bari e Lecce nel 1861, con l'Unità d'Italia. Secoli e secoli di storia attraversano la storia della Puglia, una regione che anno dopo anno non finisce mai di conquistare il cuore di chi la visita, con i suoi paesaggi prevalentemente rocciosi, la natura incontaminata e le numerosissime testimonianze storiche, tra chiese e monumenti. Esiste nella moderna Taras, la città di Taranto, un museo che racchiude le bellezze, i reperti, gli oggetti, finanche i gioielli che hanno attraversato i secoli per giungere fino ai giorni nostri. Si tratta del MARTA, il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, fondato nel 1887 nella sede dell'ex Convento di San Pasquale di Baylon. L'architetto Luigi Viola lo volle come Museo Nazionale, che accogliesse i reperti della civiltà magnogreca e, solo nell'ultimo secolo, il museo ha assunto la struttura con la quale lo conosciamo oggi. La pianta del museo venne allargata, tra gli anni '30 e '40, al giardino a nord dell'ala Alcantarini, ma durante la guerra il museo venne chiuso e fortemente danneggiato, riuscendo a riaprire al pubblico dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1952. Un anno dopo venne inaugurato un nuovo allestimento, che rimase invariato fino agli anni duemila, quando una nuova ristrutturazione richiese la chiusura totale del museo, organizzando una esposizione temporanea nel settecentesco Palazzo Pantaleo, nel centro storico di Taranto. Ad oggi, il MARTA è stato completamente riaperto al pubblico, con un suggestivo percorso espositivo ospitato al primo piano della struttura, che mostra la storia della città e i rapporti con il territorio apulo in età ellenistica, le trasformazioni seguite alla conquista romana e le vicende dei secoli successivi fino alla fase bizantina. Il secondo piano del museo verrà invece destinato alla presentazione del popolamento antico dell'arco jonico dal neolitico all'età del Ferro e delle manifestazioni culturali della città greca di Taras dalla fondazione all'età ellenistica. Un bagno di arte e cultura per una delle più grandi esposizioni dedicate alla storia della Puglia Tutto ciò che viene racchiuso e mostrato nei grandi spazi del MARTA racconta un pezzetto di Puglia di Taranto, partendo dal periodo preistorico e protostorico, periodo greco, periodo romano, periodo tardoantico e altomedievale fino all'età bizantina. Da non perdere l'esposizione dedicata alla necropoli ellenistica di Taranto, con la presenza di numerosi esempi di architettura funeraria e reperti dell'epoca, ceramiche e terrecotte di straordinaria bellezza. Per gli appassionati, la mostra dedicata all'arte orafa locale non mancherà di stupire: diademi, orecchini, collane, anelli sigilli e monili rinvenuti durante gli scavi testimoniano l'evoluzione dell'artigianato fra IV e III secolo a.C. Nella sala successiva, l'esposizione dedicata alla conquista romana ospita un'armatura rinvenuta a Canosa, conquistata dai Romani alla fine del IV secolo a.C., e due elmi di bronzo provenienti da Taranto, da mettere in relazione con la presenza in città di soldati romani, attestata dalle fonti dal III secolo fino alla metà del successivo. E ancora, testimonianze della vita, della quotidianità locale, delle varie ristrutturazioni urbanistiche, iniziando dalla prima età imperiale, con Augusto e la dinastia giulio-claudia. Sempre di età imperiale sono i pavimenti a mosaico e gli arredi scultorei ed epigrafici di uno degli edifici termali della città: le terme Pentascinenses, ancora in uso nel IV secolo d.C., come testimoniato da un'iscrizione che ne ricorda il nome e il restauro. L'ultima parte dell'esposizione è infine dedicata alla città di Taranto nel periodo bizantino, con pavimenti musivi e altri documenti relativi alla presenza a Taranto di cristiani, ebrei e musulmani. Il MARTA non delude gli appassionati di storia, né tantomeno gli amanti dell'arte: in attività da oltre cento anni, il Museo Nazionale Archeologico di Taranto esaudirà le aspettative dei visitatori, conducendoli in un viaggio senza tempo attraverso i secoli.