Proseguono tra mille intoppi (e tensioni) le demolizioni alla Valle dei Templi, ad Agrigento. Residenti, amici e parenti dei proprietari della villetta da demolire di contrada Maddalusa, si sono scagliati contro l'autista della ruspa che si stava avvicinando per iniziare l'abbattimento del manufatto abusivo, realizzato in zona «A» del parco archeologico. Polizia e carabinieri, hanno formato un cordone e stanno cercando di riportare la calma. La villetta è abitata sia in estate che in inverno da una famiglia di cinque persone. L'immobile rientra nell'elenco degli 8 manufatti abusivi per cui il Comune di Agrigento, dopo gli ultimatum della Procura della Repubblica, ha realizzato una gara d'appalto per la demolizione. Arnone, l'ambientalista che ora sta con gli abusivi Gli operai, davanti ai funzionari del comune di Agrigento e della Digos incaricati di eseguire le disposizioni giudiziarie, hanno sfondato il cancello e la porta della villetta che ricade in zona d'inedificabilità assoluta. Dentro si è «barricato» Giuseppe Arnone, ambientalista, ex consigliere comunale e avvocato della famiglia proprietaria dell'immobile, che continua a protestare sostenendo l'illegittimità del provvedimento. Quindi questa volta, l'ambientalista, sta dalla parte degli abusivi. Solo qualche settimana fa Arnone, aveva esultato per i sigilli apposti a un parcheggio abusivo di cinquemila metri quadri aperto lo scorso 20 luglio a un centinaio di metri dal tempio di Giove. Diffida «Io ho la custodia dell'immobile - ha detto oggi l'avvocato - e i funzionari del comune non hanno voluto verbalizzare quanto ho scritto nella diffida già trasmessa al Tribunale. Stanno facendo una forzatura, ho avuto uno scontro fisico con gli agenti che stanno tenendo a distanza anche gli organi d'informazione, la mia è una resistenza passiva». Arnone riferisce che gli operai stanno svuotando la villetta e denuncia che «i lavoratori stanno operando senza le attrezzature e l'abbigliamento previsto dalla legge, come caschi, scarpe e tesserini». L'ultimatum Il Comune, di fatto, sta ottemperando a diverse sentenze passate in giudicato. Lo scorso 14 luglio, il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, nell'ultimatum inviato al Comune, alla Sovrintendenza e al Parco archeologico, aveva concesso un termine massimo 30 giorni di tempo per eliminare gli abusi. «Si proceda con le demolizioni - aveva scritto il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo - altrimenti l'autorità giudiziaria procederà per abuso d'ufficio ed omissione di atti d'ufficio a carico dei responsabili degli uffici degli enti competenti che impediscono il ripristino della legalità nella zona della valle dei templi». I manufatti demoliti Degli otto manufatti abusivi, realizzati in zona «A» del parco archeologico, fino ad ora sono stati demoliti coattivamente un ovile e un muretto di cinta in contrada Poggio Muscello. Autonomamente, da parte dei proprietari, sono stati rasi al suolo un edificio di circa 60 metri quadrati in via degli Imperatori; un edificio che ospitava la cucina di un ristorante sulla collina tra via Cavaleri Magazzeni e Poggio Muscello e un magazzino di contrada Cugno Vela. Secondo il calendario, stilato dal Comune di Agrigento e trasmesso alla Procura dopo la villetta di contrada Maddalusa, le ruspe, nei prossimi giorni, si sposteranno in via Afrodite, una traversa del viale Emporium a San Leone, ed abbatteranno le ultime due costruzioni abusive.