Maddalena Ratti, signora milanese, è donna di cultura. Nipote di Achille Ratti, Papa Pio XI, amica del grande poeta Emil Cioran, ha studiato pittura a Parigi nell'atelier di Marc Chagall e, sempre a Parigi, ha insegnato estetica alla Sorbona. Come artista - pittrice e autrice di collages - ha viaggiato ed esposto in tutto il mondo, da Firenze a New York, da Delhi a Hong Kong, dalla Mongolia allo Yemen, il Paese delle spezie e della mitica Regina di Saba, terra magica e millenaria della quale s'è innamorata fino al punto di stabilirvisi vent'anni fa, prendendo casa in un antico palazzo della capitale Sana'a. Qui, nel tempo, ha dipinto un ciclo di quadri d'ispirazione orientalista, ricchi di colori e di suggestioni fantastiche, ora esposti in una bella mostra personale organizzata dalla Provincia di Milano, allo Spazio Guicciardini (nella foto, un olio su tela). Ma soprattutto, Marlena s'è portata appresso, in quell'estrema landa d'Arabia, il suo insopprimibile amore per la cultura d'origine: per la letteratura, la filosofia, la scienza, l'arte italiana. Così ha fatto un sogno, che tale sembrava destinato a restare: creare, lì a Sana'a, un centro culturale italiano, che facesse da collegamento fra due insigni civiltà e lei entrambe care, quella occidentale e quella yemenita, quella cristiana e quella islamica, perché la vera cultura non ha confini e - anzi - unisce le genti, gettando ponti di pace. Un'idea quasi profetica, ma ben rischiosa. Perché nello Yemen il clima di tolleranza e di dialogo si sta deteriorando sotto l'incalzare del fondamentalismo islamico, e l'ostilità verso gli stranieri è purtroppo divenuta palpabile. Marlena però, tenace e pragmatica, non si è arresa, investendo nell'impresa tutta l'autorevolezza e la stima conquistate in loco, da figlia adottiva dello Yemen. Di tasca propria, con le sue sole forze, senza appoggi ufficiali da parte delle nostre istituzioni consolari, e contando solo sull'aiuto di Alessandro Contini, infaticabile operatore culturale, alla fine è riuscita nell'intento: la palazzina d'epoca che ospita casa sua, splendidamente restaurata sotto la supervisione del ministero yemenita della Cultura, ora ospita anche una ricca biblioteca con migliaia di volumi, presto divenuta preziosa per i 62 studenti del corso di lingua italiana dell'università di Sana'a. Recentemente, il Centro studi italiano è stato inaugurato ufficialmente, alla presenza delle autorità locali, in clima disteso, d'amicizia. Chi ha detto che gli artisti hanno la testa fra le nuvole?