Il deputato dice no al deturpamento paesaggistico: «I cittadini hanno ragione a protestare» Elettrodotto sì, ma interrato. Il Movimento 5 stelle, attraverso il deputato Federico D'Incà, ribadisce la sua contrarietà al progetto previsto da Terna nel Bellunese: «Terna non può deturpare un paesaggio mozzafiato come quello delle Dolomiti, patrimonio dell'Unesco, con degli orrendi tralicci. E' una azienda pubblica. Si rassegni dunque a mettere mano alla cassa e realizzi interrandolo l'elettrodotto dall'Austria all'Italia». Il progetto in valutazione al Ministero è la "razionalizzazione della rete di trasmissione nazionale nella media Valle del Piave", ma la preoccupazione che questo intervento sia parte di un'opera più ampia, come l'interconnessione con l'Austria, è forte anche all'interno dei 5 stelle. D'Incà usa parole che ricordano da vicino quelle del Governatore del Veneto Luca Zaia, che qualche mese fa si era espresso negli stessi termini in merito al progetto. La riprogettazione è stata chiesta con la risoluzione 72, approvata all'unanimità da tutte le forze politiche che componevano il consiglio regionale nel 2014, ma si sono schierati a favore di una revisione del progetto anche l'Unione comunale del Pd di Belluno e Forza Italia, che con il senatore Giovanni Piccoli ha sostenuto fin dall'inizio la posizione dei comitati dei cittadini). Sabato, alla manifestazione organizzata dai cittadini, c'erano anche diversi sindaci. Negli ultimi tempi si è definito un fronte unito, e politicamente trasversale, a sostegno della riprogettazione. «I cittadini hanno ragione a protestare, perché l'ambiente appartiene a loro», prosegue Federico D'Incà. «Nel vicino Trentino Alto Adige sono in corso o sono stati conclusi progetti di interramento delle linee di alta tensione (ad esempio nell'area produttiva Casotte a Mori provincia di Trento o a Bressanone), fatto questo che evidenzia come anche interventi di razionalizzazione della rete esistente possono essere fatti in cavo interrato, idem Piemonte con l'interconnessione Italia-Francia che è stata interamente realizzata in cavo interrato». I consiglieri regionali del M5S Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco hanno presentato un'interrogazione il 20 luglio alla giunta Zaia. «Nessuno si oppone all'elettrodotto, semplicemente non è pensabile che l'area delle Dolomiti, patrimonio ambientale dell'umanità Unesco, venga deturpata da torri metalliche fino a 60 metri e da cavi aerei, tenuto conto che gli stessi cavi possono essere interrati», conclude D'Incà. (a.f.)