LUCCA Devoti al Signore ma senza trascurare le cose terrene. Nei mesi scorsi i frati della Certosa di Farneta hanno chiesto al Comune di Lucca e alla Soprintendenza i permessi per realizzare quattro appartamenti in un vecchio cascinale che si trova a qualche centinaio di metri dallo splendido complesso edificato intorno al 1.350. Il fienile, da tempo abbandonato e in stato di degrado, sorge in via della Chiesa, su un terreno che da secoli appartiene ai frati. Qui saranno realizzati (grazie anche a un piccolo ampliamento) quattro appartamenti da 75-80 metri quadri. Il costo complessivo dell'intervento si aggira tra i 250 e i 300mila euro. Soldi che in parte i frati recupereranno attraverso l'affitto dei nuovi appartamenti. Anche se in futuro non si esclude la possibilità di vendere l'immobile. Siamo andati a dare un'occhiata e abbiamo scoperto che intorno alla Certosa ci sono diverse le famiglie che vivono in case di proprietà dei frati, pagando un affitto agevolato. «Qui siamo a "pigione" ci dice una signora che abita nel casolare davanti al cascinale in questione Paghiamo un canone ridotto ai frati e in cambio ci dividiamo il raccolto. Questo succedeva soprattutto con mio padre, che faceva il contadino. Io ormai coltivo solo un po' di zucche. I frati? Noi donne non possiamo entrare nella Certosa, ma li vediamo una volta la settimana quando escono per fare una passeggiata». Insomma, un retaggio dell'antica mezzadria sopravvive in queste zone e rappresenta l'unico introito che permette ai frati di far fronte alle loro poche necessità quotidiane. A occuparsi dei lavori e delle autorizzazioni necessarie sono l'architetto David Musetti e il geometra Angelo Citti: «Lo scorso 31 agosto abbiamo depositato la Scia (segnalazione certificata di inizio attività, ndr) spiega il geometra I lavori partiranno nelle prossime due settimane e dureranno un anno. Il costo? Non so dirlo con precisione perché non ci siamo occupati noi degli aspetti finanziari, ma di solito un intervento di questo tipo si aggira sui 300.000 euro. La struttura era in stato di degrado e così i frati si sono decisi a dare il via ai lavori prima che fosse troppo tardi. Non so se hanno avuto la possibilità di attingere a dei fondi, di certo sono molto gelosi delle loro proprietà per cui credo che vogliano darla in affitto, ci sono già persone interessate. Tuttavia, non escludo che in futuro possano decidere di venderla. Un affare? Non credo. I certosini non puntano certo a fare soldi. Questi affitti sono il loro unico mezzo di sostentamento». A occuparsi delle questioni relative al recupero del vecchio fienile è il vice procuratore don Alessandro. Oggi nella Certosa di Farneta vivono circa 25 religiosi, appartenenti all'ordine dei certosini: i più giovani hanno tra i 30 e i 40 anni, ma l'età media è più avanzata. Fanno vita ritirata anche se la loro non è una vera e propria clausura. La struttura non è visitabile, possono entrarvi solo i parenti dei frati per fare loro visita, ma non più di due volte l'anno. All'interno dell'immenso complesso, oltre agli spazi dedicati alle attività di preghiera, ci sono luoghi deputati a lavori materiali come la coltivazione degli oliveti e la produzione di miele. In passato i frati coltivavano anche delle vigne e producevano un liquore buonissimo chiamato per l'appunto il "Certosino". Gran parte della loro giornata è comunque riservata alle attività di preghiera e contemplazione.