La guerra al degrado urbano? «Non bastano gli sponsor, chi deve combatterla è la pubblica amministrazione». Lo dice Carla Di Francesco, sovrintendente ragionale ai beni artistici e architettonici, all'indomani dell'allarme sul degrado di Piazza dei Mercanti. Ma mentre il Comune si difende respingendo al mittente le accuse d'inerzia («L'ultimo restauro è del '99 e ci abbiamo speso 10 miliardi di vecchie lire», dice il vicesindaco De Corato), è la Camera di Commercio a farsi avanti per proporre: «Se il Comune ci sta, piazza dei Mercanti siamo pronti ad adottarla noi». L'architetto Di Francesco, sulle armi per combattere il degrado, ha le idee chiare: «Gli strumenti principali anti-degrado si chiamano manutenzione e controlli. Spesso in quest'ordine». E il senso civico no? «Ovvio che sì. Ma anche quello, inteso come cultura del rispetto delle cose e delle regole, non può nascere dall'oggi al domani. Va coltivato e fatto crescere. E in questo campo è figlio, anche lui, di una buona manutenzione e di controlli costanti». E la sovrintendente continua: «Naturalmente Palazzo della Ragione è solo una delle situazioni milanesi critiche. E non è possibile proporre una ricetta unica per tutte». Esempi? «Prendo tre casi diversi. Il primo sono le Colonne di San Lorenzo: un luogo frequentatissimo, dove è evidente che non basta "l'uso" di uno spazio per impedirne il degrado, ma occorre che quell'uso sia a sua volta soggetto a regole. Il secondo Grazie, dove invece il problema numero uno è la manutenzione ordinaria. Il terzo è la Stazione Centrale, summa dei cattivi comportamenti, dove il degrado è prima di ogni altra cosa un problema sociale». A chi spetta intervenire? Carla Di Francesco non ha dubbi: «Premesso la responsabilizzazione dei cittadini, perché ogni bene pubblico appartiene a tutti e a ciascuno, e come tale dovremmo trattarlo, manutenzione e controlli spettano evidentemente alla pubblica amministrazione». E gli sponsor privati? «Ben vengano, certo, ma la loro utilità dipende soprattutto dalla continuità. Sulle aiuole è più facile, su una piazza lo è meno. Insomma, ogni contributo per una non si può sempre scaricare sui privati un ruolo supplente di compiti pubblici». Nel frattempo però, come si è detto, la Camera di Commercio ce l'avrebbe eccome, la voglia di rendersi utile. E sottolineando come, tutto sommato, Piazza dei Mercanti sia vicina all'ente non solo nel nome ma anche logisticamente, con Palazzo dei Giureconsulti appena di là dalla strada, il presidente Carlo Sangalli lancia al Comune un'offerta concreta: «Se Palazzo Marino lo ritiene utile, siamo pronti a collaborare fattivamente perché la Piazza e il Palazzo della Ragione siano curati come meritano». Il vi-cesindaco De Corato prende la palla al balzo e risponde immediatamente: «Prendo atto e ringrazio di questa disponibilità, in attesa di ricevere un progetto». Quel che tiene a precisare aspettando di riceverlo è che «il Comune, sul Palazzo della ragione e la piazza sottostante, non è stato affatto con le mani in mano». Elenca: «II restauro lo abbiamo fatto ed è recentissimo. Certo può esserci qualche lastra di pavimento che ha ceduto, e sarà sostituita come è stato già fatto in passato. I graffiti? Li puliamo regolarmente: il fatto che ricompaiano, come è nota, è un problema di tutta Milano e lo stiamo affrontando non da ieri. Quanto all'utilizzo della piazza, ricordo solo che mostre, concerti e iniziative organizzate dal Comune in quello spazio non si contano, l'ultima rassegna jazz è finita la scorsa settimana».