Raccontano i responsabili della rocca vignolese che quando, nei mesi scorsi, sono iniziati a volare intorno alla torre del Pennello, alcuni droni che monitoravano i resti degli affreschi posti in alto molti cittadini abbiano chiesto spiegazioni. Non si era mai visto, in Italia almeno, l'uso delle più moderne tecnologie intorno agli attenti interventi dei responsabili dei lavori portanti avanti con l'ok della Soprintendenza ai beni architettonici. Una novità, curata in particolare da Natalia Gurgone, docente di restauro all'Accademia di belle arti de L'Aquila, che ha comportato appunto la realizzazione di una campagna fotografica e video attraverso l'uso delle macchine volanti, i droni, che hanno potuto analizzare ogni più piccolo particolare posto a vari metri di altezza. È stato inoltre utilizzato il laser scanner 3D e il tutto è confluito così legando tradizionali metodologie di studio e novità hi-tech in uno studio preliminare di conservazione, curato dalla Gurgone insieme a Ermanno Carbonara. Da lì si è partiti per il restauro dei decori e lo studio comparativo che ha portato a una ricostruzione dei motivi decorativi come dovevano apparire in origine. "Abbiamo fatto una ricostruzione che pensiamo sia fedele al 90 delle probabilità", spiega Natalia Gurgone. Non solo: per permettere una lettura ancora migliore è stato ingaggiato l'architetto Marcella Morlacchi che ha realizzato con l'acquerello due tavole dei prospetti a larga scala. Anche le videoproiezioni previste sabato, e poi probabilmente ripetute secondo un calendario, serviranno a chiarire come doveva essere quel luogo magico che, spiega Manfredi, "Al momento della fioritura dei ciliegi naviga su un mare chianco". Insomma, anche se non è stato possibile per tutti salire sui ponteggi che erano in posizione fino a due settimane fa, il pubblico può vedere com'era colorata la rocca. Il progetto prevede anche una mostra, visitabile al piano terra della rocca dal 5 settembre al 18 ottobre: la rassegna ripercorre le tappe principali dell'intervento e della ricostruzione dell'antica colorazione e c'è anche spazio per le ricerche documentarie portate avanti dal ricercatore Achille Ludovisi. (s.l.)
I droni rivelano i segreti che il tempo aveva cancellato
I responsabili della rocca vignolese hanno iniziato a utilizzare droni per monitorare i resti degli affreschi posti in alto. La Soprintendenza ha autorizzato l'uso di tecnologie moderne. Una campagna fotografica e video è stata realizzata con i droni, insieme al laser scanner 3D. Il tutto ha portato a uno studio preliminare di conservazione e a un restauro dei decori. La ricostruzione dei motivi decorativi è stata realizzata con una probabilità del 90%. Per permettere una lettura migliore, sono state realizzate due tavole dei prospetti a larga scala. Le videoproiezioni saranno previste per chiarire come doveva essere quel luogo magico. Il progetto prevede anche una mostra dal 5 settembre al 18 ottobre.
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