LONDRA - Dietro al distruzione dei monumenti del passato pre-islamico non si nasconde solo la spietata furia iconosclasta di Is ma anche un'abile regia, un astuto sistema per mascherare la vendita sul mercato delle opere d'arte di singoli reperti, prelevati da palazzi e templi, fatti poi saltare in aria davanti alle telecamere per celarne la provenienza. " Pezzi inestimabili che complessivamente possono valere miliardi di dollari" ha spiegato l'archeologa franco-libanese Joanne Farchack in un'intervista a Robert Fisk dell'Independent. La ricercatrice, che lavora per l'Università di Chicago, ha chiarito che abilmente Isi prima depreda i grandi complessi monumentali di tutto ciò che è di maggior valore: statue, bassorilievi, mosaici. Poi girano video della distruzione di interi edifici del passato (ultimi i due templi di Bel e Ball Shamin a Palmira) che fanno saltare in aria con l'esplosivo per non lasciare tracce: nei resti ridotti in polvere nessuno può accorgersi se manca qualcosa. " Le antichità di Palmira sono già in vendita a Londra", ha dichiarato l'archeologa, aggiungendo che " reperti siriani ed iracheni depredati da Isis sono già in Europa e non più in Turchia (via di transito di combattenti stranieri ma anche di antichità in senso inverso). Queste distruzione nascondono una delle fonti di finanziamento dello Stato Islamico". Lo Stato Islamico " ha imparato" secondo Farchack " dai suoi stessi errori. Quando hanno iniziato l'opera di distruzione dei siti archeologici in Iraq e Siria, hanno usato grandi martelli, grandi macchinari, distruggendo tutto rapidamente e riprendendolo su video. Hanno distrutto Nimrud (Iraq) in un giorno ma hanno fornito solo 20 secondi di immagini. Ora non hanno neanche più bisogno di rivendicare la distruzione di un sito. Per loro ci pensano le Ong e l'Onu. Prima si sparge la voce di esplosioni. Dopo escono le immagini che loro vogliono far emergere secondo i loro piani". Per questo, benché avessero conquistato Palmira da settimane, non l'hanno distrutta in un giorno: " Hanno iniziato con l'esecuzione di soldati siriani nel teatro romano. Poi hanno mostrato esplosivi attaccati ai pilastri romani. Dopo hanno decapitato l'ex direttore del sito, al-Asaad. E quindi hanno fatto saltare in aria il tempio di Baal Shamin" secondo una regia ben studiata. Così, prosegue, " hanno fatto inorridire il mondo che si è chiesto. Cosa sarà succederà dopo? Il tempio di Bel. Ed è quanto è appunto successo. E ci saranno ulteriori scempi a Palmira secondo un calendario prestabilito. La prossima volta può toccare al grande teatro romano, quindi alla piazza del mercato dell'Agora.... hanno un'intera città da distruggere e hanno deciso di farlo secondo i loro tempi". E secondo l'archeloga più a lungo durerà lo scempio, più saliranno i prezzi dei reperti.