Musei che attendono di essere sistemati, salari accessori che non arrivano, caos nella gestione dovuto al sovrapporsi della riforme Madia e Franceschini e blocco del turn over. Ieri pomeriggio c'erano anche gli operatori dei beni culturali che denunciavano uno stato di crisi della gestione statale della cultura. «Non riceviamo il salario accessorio dallo scorso novembre» hanno spiegato Francesca De Pasquali, Franca Vianello e Serena Pagan, lavoratrici del Polo museale «e si tratta di circa 200 o 300 euro al mese. Inoltre, per problemi burocratici, non sono state conteggiate le ore in più dei lavoratori dell'Accademia che ora è autonoma: dovremmo dividere i soldi che spettano a noi con i 45 colleghi dell'Accademia». «Manca lo scorrimento delle graduatorie» spiegano Maurizio Delle Vedove e Fernando Screnci «nessuno passa di livello. Per sbloccare questo inghippo bisogna però fare una deroga normativa e ci vuole l'intervento dello Stato». I lavoratori hanno anche lamentato uno stato di degrado delle strutture che necessitano manutenzione, come la scalinata esterna sull'acqua di Ca' D'Oro che si sta sgretolando, la mancanza di un climatizzatore a Ca' Pesaro che rende un forno le sale, per arrivare alla semplice stampante rotta che rimane così perché non ci sono soldi per sostituirla. «Non viene sostituito chi va in pensione» spiega Pagan «e allora si chiamano professionisti esterni e le figure specializzate vengono a mancare. Ora abbiamo solo un biologo, un restauratore di monete e metalli e uno di marmi per Ca' D'Oro, Palazzo Grimani, Museo di Arte Orientale di Ca' Pesaro e Museo Archeologico». Troppo poco per una città d'arte come Venezia. (v.m.)
VENEZIA Non riceviamo il salario da nove mesi
I lavoratori del Polo museale di Venezia lamentano uno stato di crisi della gestione statale della cultura. Non ricevono il salario accessorio dallo scorso novembre e non sono state conteggiate le ore in più dei lavoratori dell'Accademia autonoma. Manca lo scorrimento delle graduatorie e i lavoratori denunciano uno stato di degrado delle strutture museali. La mancanza di fondi per la manutenzione e la sostituzione di personale in pensione ha portato a una carenza di figure specializzate. I lavoratori chiedono l'intervento dello Stato per sbloccare questo inghippo.
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