Andreatta: spero di non tagliare contratti. Marzatico: benefici per i siti minori «Il Muse è un esperimento vincente, bisogna stare attenti a non comprometterne gli equilibri». Marco Andreatta, presidente del Muse, è pronto ad adeguarsi alla decisione della Provincia che prevede l'ingresso gratuito al Museo delle scienze il giorno della Festa dell'autonomia e da allora ogni domenica, ma non nasconde le sue preoccupazioni. Il primo effetto di cui parla sarà una riduzione di 180.000 euro in bilancio («Ma potrebbero essere anche 200.000», fa sapere). Le possibili conseguenze? Weekend di fuoco e assalto dei visitatori: code fuori dal Muse e meno giovani guide dentro a interagire con gli utenti. «Spero di non tagliare i contratti, alzano la qualità dell'offerta», prosegue Andreatta. Il riferimento è ai 90 neolaureati a tempo determinato a cui il museo ha offerto l'opportunità di lavorare come «pilot», cioè guide che si interfacciano con i visitatori del Museo delle scienze delle Albere. Intanto Franco Marzatico, soprintendente per i beni culturali, pone l'accento sui «benefici che avranno i siti minori dall'iniziativa delle domeniche gratis», mentre Maurizio Giangiulio, ex preside della Facoltà di Lettere, ricorda che «la gratuità non è un incentivo». TRENTO. Code fuori dal Muse, meno giovani guide dentro a interagire con i visitatori. È lo scenario che Marco Andreatta, presidente del museo della scienza, tenterà in ogni modo di evitare nonostante i 180.000 euro in meno a bilancio («ma potrebbero essere 200.000», dice) determinati dall'ingresso gratuito ogni prima domenica del mese. «Sono preoccupato», dice Andreatta. L'iniziativa scatterà dopodomani, giornata dell'autonomia, e si ripeterà domenica. Andreatta mette subito in chiaro: «Ci adegueremo rispettosamente alla decisione della Provincia. Ma sono un po' sorpreso: produrre e diffondere cultura è faticoso e ha anche dei costi. Il Muse ha raggiunto un buon rapporto tra qualità dell'offerta e bilancio, con il 40 delle spese coperte dagli ingressi, una cifra molto più alta della media. È un esperimento vincente italiano ed europeo e bisogna stare molto attenti a non comprometterne gli equilibri». Al Muse, nei giorni festivi con ingresso a pagamento, già si formano code. «La mia prima preoccupazione sottolinea Andreatta è logistica. Come risponderemo all'assalto dei visitatori attirati dall'ingresso gratis? Come risponderemo a chi non riesce a entrare e la prenderà male?». Poi Andreatta affronta il tema finanziario: «La Provincia quest'anno ci ha già ridotto i trasferimenti di 1,5 milioni. Dopo aver deciso di avviare le domeniche gratis, ci ha invitato ad arrangiarci. Stiamo pensando a come fare, riunirò il cda e dovremo ponderare tutto con grande attenzione». Il primo pensiero di Andreatta è «per i 90 neolaureati a tempo determinato a cui il Muse ha dato una grande opportunità: lavorare come "pilot", guide che interagiscono con i visitatori. Grazie a loro la qualità del museo è alta; ora non vorrei che la riduzione delle entrate possa intaccare questi contratti e, di conseguenza, il livello del museo». Senza ridurre le spese, però, l'alternativa è aumentare le entrate: «Potremmo sempre ricorrere ragiona il presidente del Muse a soluzioni fantasiose. Al Moma hanno agito sul costo dei parcheggi, ma anche questo è un tasto delicato. Possiamo pensare a eventi collaterali a pagamento, oppure a aumentare i ricavi del bookshop, sapendo però che i prezzi sono determinati dal mercato e non possiamo gonfiarli». Se i musei grandi sono spiazzati, quelli piccoli «trarranno benefici dalle domeniche gratis». Lo prevede Franco Marzatico, soprintendente per i beni culturali. «A livello nazionale spiega l'iniziativa delle domeniche gratis ha fatto aumentare i visitatori. Ma le situazioni sono diverse nei vari territori: in regione c'è una fruizione molto alta da parte dei residenti, molto meno al Sud. Le domeniche gratis possono comunque consentire di conquistare un pubblico nuovo. La Provincia ha voluto armonizzarsi al resto d'Italia anche per non creare dissapori nei visitatori lombardi e veneti, che potrebbero arrivare la prima domenica del mese e trovare l'ingresso a pagamento. Certo, l'iniziativa ha anche lati negativi: richiede un sacrificio ai musei più visitati».