Quanto costa vedere l'Ultima Cena di Leonardo, a Milano? Dipende: se il biglietto lo comprate sul posto, pagate 6 euro e 50 centesimi. Ma se preferite prenotarlo sul web e poi ritirarlo da una simpatica ragazza che siede su una panchina nei pressi del Cenacolo, beh, allora preparatevi a sborsarne ben 29. Cosa giustifica questo mostruoso ricarico? Nulla, perché il cosiddetto servizio 'salta fila' di fatto non esiste, visto che, con l'estensione dell'orario di apertura per Expo, semplicemente non ci sono le file. E allora? Come spiega Luca Martinelli in un impressionante servizio sull'ultimo numero di "Altreconomia" si tratta di bagarinaggio, del più classico bagarinaggio: nel caso di Milano, una società tedesca in cui lavorano fior di bocconiani, compra dal concessionario del Ministero per i Beni Culturali grandi quantità di biglietti, che poi rivende con ricarichi spaventosi, e con servizi di fatto inesistenti. Domanda: possibile che il Ministero per i Beni Culturali non muova un dito di fronte a questa assurda situazione, che ovviamente deturpa l'immagine dell'amministrazione e dello stesso patrimonio? Domanda legittima, visto che per esempio a Firenze la situazione è più volta diventata esplosiva, con i bagarini che avvicinano i turisti imbottigliati nelle file interminabili (che qua ci sono davvero), offrendo biglietti a prezzi da oreficeria. Ed è bizzarro che per rimanere a Leonardo il Segretariato generale del Mibact emetta una circolare di tre pagine per rendere noto che un certo puzzle che riproduce l'Autoritratto del Vinci è da considerarsi fuori legge (qua il parere su cui ci si basa), e poi non si affronti un problema come questo! Sono anni che i ministri per i Beni culturali parlano del patrimonio solo in termini di petrolio e di mercato, considerando i visitatori alla stregua di clienti o consumatori, e valutando i risultati dei musei solo sul piano della bigliettazione. Bene (anzi, malissimo): ma allora difendete questo 'mercato', questi 'clienti', questi 'consumatori'! Ma forse l'inazione del Mibact ha una spiegazione: come altre funzioni vitali dei nostri musei e siti monumentali, la bigliettazione è stata da tempo appaltata per pochi spiccioli ai grandi oligopolisti del patrimonio. I Insomma, lo Stato ha già legittimato da tempo il bagarinaggio del patrimonio: non vorrete mica che ora si occupi dei bagarini dei bagarini?