I resti di un edificio scoperti quasi per caso a San Rossore Ma gli scavi sono fermi: colpa dei soldi e della burocrazia PISA. Forse il monastero di San Lussorio è proprio quello. Alla fine del XI secolo, sui terreni prossimi all'ex meandro di San Rossore ed a quella che era la foce dell'Arno, venne edificato, nei pressi di una cappella, quel monastero benedettino da cui oggi prende il nome San Rossore (così venne ribattezzato, nel linguaggio popolare, il martire cristiano Lussorio). Finora l'edificio è una sorta di fantasma. Ma dove si trovava davvero? Soprattutto, dove sono - se ci sono - i suoi resti? Gli indizi sono spuntati dal terreno a fine novembre di due anni fa e, come spesso accade, è successo quasi per caso. L'origine di tutto è l'avvio di una ricerca accademica in un altro campo: uno studio su base storico-cartografica che prendeva in esame l'evoluzione della linea di costa del litorale pisano tra il XVI e il XIX secolo, sviluppato dal Dipartimento di Scienza della terra dell'Università degli studi di Firenze, anche con l'ausilio di immagini rilevate da satellite. La documentazione storica prodotta ed esaminata dai professori Marco Piccardi ed Enzo Pranzini ha permesso l'individuazione di due aree nella Tenuta di San Rossore che in epoca medievale rimanevano a sud dell'Arno: una volta superata la città, in passato il fiume presentava infatti una serie di meandri, spostandosi lievemente più a nord di ora all'altezza di Barbaricina, per poi insinuarsi in modo più marcato verso sud nell'area della Vettola e formare infine, all'altezza dello stradone delle Cascine, che collega Cascine Vecchie e Cascine Nuove, una nuova ansa a nord, il cosiddetto "meandro di San Rossore". In questa zona, sulla sponda meridionale dell'antico fosso delle Murelle - il toponimo è di per sé significativo - il saggio di scavo effettuato sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza ha portato alla luce una struttura muraria tagliata dallo stesso fosso e legata ad una seconda struttura ortogonale posta sulla sponda settentrionale del fosso. Le testimonianze storiche ed iconografiche, oltre ai documenti a disposizione degli studiosi (anche in considerazione del fatto che l'area interna al meandro non è mai stata abitata in epoca recente), restringerebbero il campo delle ipotesi sull'identificazione delle strutture individuate alla casa colonica di "SchottoStoldo da Varna", edificata in periodo tardo medioevale su quelli che erano i terreni del Capitolo della Cattedrale di Pisa o proprio ai resti del monastero di San Lussorio, fondato nel 1084 e abbandonato verso la fine del XIII secolo o agli inizi del XIV. Ulteriori sopralluoghi hanno portato al rinvenimento in superficie di frammenti di materiale da costruzione e di ceramiche, tutti consegnati alla Sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana. L'entusiasmo del momento ha lasciato il posto ad ostacoli insormontabili, al momento, fatti dall'intreccio di questioni economiche (mancanza di fondi) e problemi burocratici (ne parliamo a parte). Sta di fatto che da un anno e mezzo l'area è stata coperta e non c'è stato più modo di andare avanti con le ricerche, cosa per cui sarebbe necessaria un'indagine archeologica più approfondita, che prevede la rimozione del terreno più superficiale dell'area, attualmente utilizzata a fini agricoli, a circa 700 metri da Cascine Nuove. Infatti, proprio l'area di Cascine Nuove e quella detta di Culatta è dove in letteratura si è creduto di individuare la sede del monastero benedettino fondato nel 1084 vicino ad una chiesa preesistente dedicata a San Lussorio. Ciò nonostante, ancora oggi si dibatte sulla posizione del cenobio abbandonato tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. Un abbandono solo in parte determinato dai danni arrecati dalle esondazioni dell'Arno. Già dal 1084, sulle terre di San Rossore, si erano concentrati anche gli interessi, tutt'altro che religiosi, dei Canonici del Capitolo della Cattedrale di Pisa che poi ebbero ragione dei benedettini dopo una vertenza lunga quattro secoli. Sempre intorno alle terre circoscritte dal meandro di San Rossore, a partire dal XVIII secolo si sviluppò una nuova disputa connessa ai confini delle proprietà che lo occupavano. Forse per questo qualcuno ha voluto che si dimenticasse del tutto il monastero conteso. Ma il fantasma potrebbe essere tornato.
PISA - Quel monastero ancora sepolto
A San Rossore, in Toscana, sono stati scoperti i resti di un edificio medievale, probabilmente un monastero benedettino fondato nel 1084. Gli scavi sono stati fermati a causa di problemi burocratici e finanziari. La ricerca è stata iniziata per studiare l'evoluzione della linea di costa del litorale pisano tra il XVI e il XIX secolo, ma si è scoperto che l'area dove si trovava il monastero era una zona di meandro dell'Arno. I resti sono stati scoperti a fine novembre di due anni fa, e sono stati identificati come una struttura muraria tagliata dal fosso delle Murelle.
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