«Non sono dimissioni richieste». Per una volta, con questa lapidaria dichiarazione, il sindaco Luigi Brugnaro ha fatto sapere che con la volontaria fuoriuscita di Walter Hartsarich dalla società che gestisce i Musei civici non ha nulla a che fare. Lo stesso ex presidente non ha rilasciato dichiarazioni che possano spiegare la sua mossa. Più di qualcuno, però, ricorda che il sindaco a settembre dovrà nominare il nuovo consiglio d'amministrazione e presumibilmente Hartsarich, ritenendo di non essere tra coloro che verranno confermati, abbia anticipato i tempi. Le sue dimissioni, però, arrivano immediatamente dopo un'intervista che ha rilasciato Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei civici, e che dalla Grecia dove si trova in ferie ieri ha spento il cellulare. Lei, a differenza dell'ex presidente, ritiene e spera di essere riconfermata dalla nuova amministrazione. Comunque ha messo le mani avanti arrivando a giustificare il no del sindaco alla mostra delle foto di Gianni Berengo Gardin sulle grandi navi in laguna, affermando che «avrebbe potuto offrire un'immagine della città solo rivolta al passato...senza tener conto del futuro». Non solo, qualche giorno fa, il presidente della Fondazione aveva lanciato l'idea di una mostra permanente dedicata a Marco Polo nel nuovo spazio in gestione alla società, quello della Pescheria di Rialto. In quella stessa intervista, invece, la direttrice Belli si era affrettata a smentirlo, sostenendo l'idea di una caffè letterario e di altro bocciando quella di un tradizionale museo. Parole, quelle della Belli, che hanno stupito e sorpreso il capogruppo della Lista Casson Nicola Pellicani: «Non mi sarei mai aspettato che Gabriella Belli rincorresse le sparate del sindaco» sostiene, «invece che difendere l'autonomia della Fondazione». Pellicani ha presentato una mozione, firmata dalla Lista Casson e dal Pd con Andrea Ferrazzi e gli altri, in cui chiede che della questione si discuta in consiglio comunale. Per Pellicani «il sindaco non può modificare a suo piacimento la programmazione di manifestazioni culturali, mostre, eventi per promuovere le proprie idee politiche mentre dovrebbe essere il garante della libertà d'espressione e dovrebbe impegnarsi perchè Venezia, luogo simbolo della cultura mondiale, sia casa del pluralismo culturale». Mette poi in relazione il no alla mostra alle dimissioni del presidente della Fondazione Musei Civici: «Compito del sindaco è garantire l'autonomia gestionale delle società, istituzioni e fondazioni che fanno capo all'amministrazione. In questo caso particolare è stata lesa l'autonomia della Fondazione».