SULL'ULTIMO caso dice: «Mi auguro che con accadrà mai più. Non conosco bene il territorio, ma sono fiducioso. Verrò a Caserta per affrontare anche questi tipi di problemi». Mauro Felicori, il nuovo manager culturale della Reggia di Caserta, commenta così il tuffo di alcuni ragazzi nell'acqua che sgorga dal Torrione della reggia, sopra la fontana di Diana e Atteone, immortalati da immagini che hanno fatto il giro del web. Da due giorni l'accesso al Torrione è sbarrato da transenne, con tanto di cartelli che vietano il percorso in salita, ma probabilmente non basterà solo l'ottimismo del nuovo manager a fermare questo sconcio se è vero che nonostante i divieti, i tuffi dei ragazzi continuano. Felicori è atteso al suo nuovo posto di lavoro per i primi giorni di settembre, ma non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione dal ministero sulla data precisa del suo trasferimento a Caserta. Nel frattempo continua a lavorare presso il Comune di Bologna, dove svolge il ruolo di dirigente dal 1986 e dal 2011 è direttore del Dipartimento economia e promozione della città, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore ad interim del Museo Civico Archeologico e delle Biblioteche e dei Musei. «So che il lavoro da fare è tanto dice Mauro Felicori - per ora le mie conoscenze sono quelle di una persona che ha appreso tutto da lontano. Non mi piace parlare senza prima aver ascoltato, capito le difficoltà. Ma parto con grande fiducia. D'altronde mi hanno selezionato per occuparmi dei problemi della Reggia di Caserta e intendo farlo. Dedicherò il cento per cento delle mie energie alle difficoltà che ci sono, con l'intento di trovare soluzioni e credo che insieme, tutta la comunità, riuscirà a farlo ». E di problemi ce ne sono a iosa, assicurano i sindacati che hanno già predisposto un dossier di molte pagine da consegnare al nuovo manager. Il capitolo più lungo è quello legato al personale. Gli addetti alla vigilanza alla Reggia rappresentano la gran parte dei dipendenti: sono 150 rispetto ai 60 ammini-strativi. Il solo parco del monumento Vanvitelliano si estende per oltre 120 ettari. All'interno del parco sono in servizio sette custodi per turno. Un numero esiguo per svolgere una vigilanza davvero efficace. Ce ne vorrebbero almeno il doppio nel Parco Reale. Oggi restano scoperti completamente l'area della Peschiera Grande, della Castelluccia e l'interno del Giardino Inglese, presidiato da due custodi solo all'ingresso. Ma c'è anche un capitolo che riguarda i venditori abusivi di depliant e gadget che da anni assediano il monumento vanvitelliano prendendo di mira i turisti. «Mi hanno parlato anche di questi ulteriori problemi dice Felicori e della complessità di un territorio come quello della provincia di Caserta che io non conosco perché ho vissuto per lo più a Bologna. Non voglio fare dichiarazioni impegnative prima di aver messo le mani dentro le cose. Conoscere, per me che faccio il manager, è una parola importante. C'è il conoscere del turista, c'è il conoscere della persona colta, ma poi c'è anche il conoscere del manager. Per fare un esempio, se io vado a vedere una mostra guardo a come è fatto l'impianto elettrico, dove sono attaccate le luci. Penso che un normale cittadino non si metta a farlo. Quindi anche conoscere il territorio, per uno che fa il manager culturale è un conoscere speciale che va creato. Spero un po' di essere la scintilla che rafforza tutte le energie di questo territorio».