Si chiude l'esodo degli uffici pubblici dai piani alti: altri mille metri quadrati potranno diventare negozi. Nei bandi l'obbligo di ristrutturazione. Benelli: con gli affitti siamo già arrivati a 25 milioni di euro all'anno Un effetto domino che porterà, entro fine anno, a liberare tutti gli spazi ai piani alti della Galleria oggi ancora occupati da associazioni e uffici degli assessorati. Spazi che, a quel punto, diventeranno altri tasselli del progetto di verticalizzazione del salotto di Milano, con i negozi che a prezzi di mercato occuperanno non soltanto le vetrine a piano terra ma anche i locali dei sottotetti, con l'obbligo di ristrutturarli. Punto di partenza del nuovo valzer di spostamenti, due sedi di proprietà del Comune. Indirizzi prestigiosi, in entrambi i casi. Il primo è Palazzo Reale, negli spazi oggi occupati dalla Sovrintendenza ai beni culturali, dove si trasferiranno gli uffici dell'assessorato alla Cultura che, al momento, sono ospitati ai piani alti dell'Ottagono. Il contratto di affitto con la Soprintendenza (che si trasferisce in una sede di sua proprietà) è scaduto e gli spazi di piazza Duomo 14 (oltre 1.300 metri quadri al primo piano) si stanno liberando in queste settimane. Il secondo indirizzo, invece, è via Rovello 2, al primo piano di Palazzo Carmagnola, dove, negli ultimi anni, ha avuto la sua sede di rappresentanza la società Expo. Da maggio, da quando è partita la manifestazione a Rho-Pero, gli uffici (1.080 metri quadri) sono sostanzialmente deserti (resta soltanto il personale del banco informazioni), visto che tutta la struttura dal commissario Giuseppe Sala allo staff della comunicazione vivono in pianta stabile nel media center del sito espositivo a Rho-Pero. Chiusa Expo tutto quello spazio con affacci su via Dante e sul chiostro verrà liberato degli arredi e restituito al Comune. L'intenzione, a quel punto, è di portare qui la sede dell'Anci Lombardia, che oggi occupa gli uffici di piazza Duomo 21. Unici uffici che resteranno in Galleria, sempre ai piani alti, saranno quelli dei gruppi consiliari: l'ingresso, per loro, è da via Marino, ma gli affacci sono, appunto, sulla Galleria. L'effetto combinato, così, sarà di circa mille metri quadri liberi, tra uffici della Cultura e uffici dell'Anci: il loro destino, come quello di tutti i locali svuotati in questi anni, è un bando per la valorizzazione commerciale, che preveda anche la riqualificazione. In un caso quello dello spazio degli uffici della Cultura potrebbe esserci un ulteriore acquisizione (sempre in affitto) da parte della griffe che già occupa quella porzione di Galleria, ovvero Louis Vuitton, ma sarà sempre un bando pubblico a deciderne le sorti. «Andiamo avanti nel nostro progetto di valorizzazione funzionale, economica e strutturale della Galleria: in questo caso, riuscendo anche a spostare gli uffici che oggi occupano quegli spazi verso altre sedi sempre nel centro della città» , spiega l'assessore al Demanio Daniela Benelli. Che ricorda i numeri del complesso monumentale: «Oggi, con il progetto di valorizzazione che abbiamo portato avanti in questi anni, la Galleria rende 25,5 milioni all'anno di canoni di affitto». In attesa di questi nuovi bandi, si stanno per definire le situazioni degli altri spazi: a luglio sono stati definitivamente assegnati allo chef Carlo Cracco i cinque piani della porzione di Galleria dove finora c'era, a piano terra, Mercedes. A breve, invece, si definirà la situazione dei 956 metri quadri (occupati dal bar Sì e dall'Istituto poligrafico Zecca dello Stato) che dovranno avere destinazione commerciale e per i quali sono arrivate otto proposte. A metà settembre, invece, scadono i tre bandi per 310 metri quadri in via Silvio Pellico (dove oggi c'è un bar), per i 295 con affaccio in Galleria e ingresso da via Foscolo 5 oggi occupati da Gucci (che ha un diritto di prelazione) e per i 982 metri quadri di piazza Duomo 19: valore totale, oltre 1 milione di euro l'anno
MILANO - Galleria, all'asta gli ultimi spazi liberi
Il Comune di Milano sta chiudendo gli uffici pubblici dai piani alti della Galleria, con l'obbligo di ristrutturazione. Due sedi di proprietà del Comune, Palazzo Reale e Palazzo Carmagnola, saranno trasferiti agli uffici della Cultura e dell'Anci Lombardia. Gli spazi liberati saranno valorizzati commercialmente, con l'obbligo di ristrutturazione. I nuovi bandi prevederanno la valorizzazione funzionale, economica e strutturale della Galleria. Il progetto di valorizzazione ha portato a rendere 25,5 milioni all'anno di canoni di affitto. Altri spazi, come quelli occupati da Mercedes e Gucci, saranno valorizzati commercialmente.
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