«Se non si trattasse di un ente pubblico ma di una realtà privata l'azione legale per danni sarebbe già scattata...». Dalla maggioranza consiliare cividalese si levano venti di guerra in direzione della Soprintendenza regionale, accusata di aver perso il contributo (250 mila euro) assegnato da Roma per il completamento del restauro del Duomo, con la ristrutturazione dell'abside, e di non aver ancora utilizzato i 100 mila euro destinati (in via d'urgenza) al risanamento del coro ligneo del tempietto longobardo, danneggiato dalla bomba d'acqua del settembre 2013. A farsi portavoce del malcontento collettivo è il capogruppo di Forza Italia Roberto Novelli: «Lascia sbigottiti - accusa - il fatto che un'istituzione deputata alla tutela dei beni architettonici, definiti il petrolio dell'Italia, non abbia la capacità di utilizzare contributi conseguiti e debba così restituirli. Sembra che la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici viva in un mondo a sé, dove probabilmente i concetti di produttività, efficacia ed efficienza del lavoro non hanno ancora attecchito. Si rendono conto, questi burocrati, che la lentezza del loro operato si ripercuote anche sull'economia reale, ovvero sulle imprese, sulle libere professioni e sull'indotto?». E la sfuriata continua: «Viene da chiedersi - pungola il forzista - quale sia il grado di tutela che la Soprintendenza garantisce alla comunità regionale. Non vorremmo che l'attività principale dell'organismo fosse il parere sulla rampa per disabili in piazza San Giacomo a Udine o sull'occupazione dei marciapiedi da parte dei ristoratori di Grado... Sarebbe davvero interessante sapere a quanto ammonta il totale dei denari restituiti negli ultimi anni e sarebbe doveroso identificare i responsabili di un tanto». (l.a.)