«Un po' di trasparenza e l'aver seguito un percorso istituzionale consono avrebbero evitato il malumore generale nato dietro questa vicenda» scrive in una nota il M5s. «Riportare alla luce e valorizzare il patrimonio archeologico, in larga parte ancora sepolto, del nostro territorio è comunque un'operazione di grande valore» aggiungono i Cinque stelle, che però pongono alcune domande. «Anzitutto - chiedono - se questa sia un' operazione a spot o dietro ci sia un progetto più ampio di messa in sicurezza e recupero delle altre tombe che stanno emergendo dalla falesia adiacente la chiesa di San Cerbone, come pure di quelle già scavate che lentamente l'azione del mare sta distruggendo. Altra questione è capire se la tomba verrà semplicemente messa nell'area di destinazione (tra il baracchino della Parchi, il chiosco del polpo e in mezzo alle auto parcheggiate) o se c'è dietro un progetto di riqualificazione dell'area atto a farla diventare una sorta di museo all'aperto. Inoltre sarebbe opportuno sapere quali strategie verranno attuate per proteggere il bene in una zona a libero accesso come quella designata». Il M5s chiede anche «quanto è costata tutta l'operazione, quanto ha pagato la Soprintendenza e quanto i privati? Come mai la Parchi non è coinvolta? E soprattutto a che titolo Asa partecipa alle operazioni di scavo?