«LA prossima settimana sarò a Bologna e vedrò di chiarire questa faccenda dei fittoni». La soprintendente ai beni architettonici Gianna Gaudini è fuori ufficio per lavoro, ma è stata tempestata di telefonate che le annunciavano la polemica scoppiata in città al dispiegarsi dell'esercito di "fittoni fallici" in piazza Ravegnana, pronto ora a conquistare anche piazza della Mercanzia. A denunciare lo «scempio, avvilente quanto costoso, da rimuovere », è stata Italia Nostra, con una lettera firmata tra gli altri dallo storico Carlo Ginzburg, degli urbanisti Felicia Bottino e Pier Luigi Cervellati e degli storici dell'arte Eugenio Riccomini e Andrea Emiliani. Da parte sua, l'amministrazione ha difeso il nuovo arredo urbano, pensato per impedire il traffico nell'area pedonale sotto le Due torri. «Il vero scempio replica l'assessore alla Mobilità Andrea Colombo era la situazione precedente, con le Due Torri ostaggio del traffico e del parcheggio selvaggio di auto e furgoni ». In mezzo ai due litiganti siede la Soprintendenza, che per adesso prende tempo. «Quel progetto spiega la Gaudini è stato autorizzato dal mio predecessore, la soprintendente Paola Grifoni, in due diversi atti di ottobre e dicembre 2013. Ora si tratta di verificare se i lavori stanno andando avanti rispettando il progetto iniziale: ho dato mandato ai miei funzionari di farlo». Da Firenze, dove oggi lavora, la Grifoni si chiama fuori: «Ricordo le sedute, i pavimenti diversificati, i fittoni proprio no». A quella che Italia Nostra paragona a una «enorme dentatura di squalo pronta a inghiottire i passanti », dovrà quindi pensare la Gaudini, ammesso però che faccia in tempo prima di lasciare l'incarico: «Sì, me ne vado in pensione tra pochissimi giorni. La scadenza sarebbe il primo di ottobre, ma ho delle ferie da smaltire. Però la questione dei fittoni la chiarirò all'inizio della prossima settimana, non vi preoccupate, lavorerò fino all'ultimo giorno». Arrivata a marzo da Verona, la nuova soprintendente si era annunciata battagliera: «Dirò tanti no - il suo motto- ma a vantaggio di tutti ». Purtroppo invece lascerà il suo incarico prima del tempo, a sorpresa, per motivi personali: «Ho dovuto anticipare la pensione di un anno, mi dispiace, questo è un territorio meraviglioso ed ero molto contenta di venire. Ma nella vita esiste anche il privato ». Del suo successore non si co- nosce ancora il nome, ma sono parecchi i grattacapi che si troverà sulla scrivania. Dal restyling dello stadio Dall'Ara al cantiere Bobo. «L'avanzamento dei lavori lo segue l'architetto Paola Zigarella, passo passo, perché è molto complesso e delicato». Tanto che, aggiunge la Gaudini, «sulla pavimentazione, sui famosi basoli, devo dire che ho usufruito molto delle segnalazioni arrivate dall'esterno. A Bologna ci sono molti studiosi, esperti che ci hanno inviato memorie, lettere, contributi molto utili. Il tema interessa ». Sì è vero: qui l'urbanistica interessa, e soprattutto fa discutere.