Un museo nel Palazzo Sforza Cesarini di Santa Fiora. La torre aldobrandesca, le carceri ducali e il palazzo Pretorio, ovverosia la parte orientale del palazzo, sono al centro di un ambizioso progetto di restauro e valorizzazione, promosso dal Comune, nell'ambito di un accordo quadro con l'Università di Firenze. In una sala del popolo gremita, hanno illustrato ai cittadini il progetto e le interessanti opportunità dal punto di vista culturale e turistico Luciano Luciani, consigliere comunale con delega alla cultura; il professore di archeologia medievale dell'Università di Firenze Michele Nucciotti e il professor Fabio Candido, dell'Università di Pisa. «È palese il valore di questo complesso architettonico afferma Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora ecco perché ci siamo affidati a uno staff di altissimo livello composto dai docenti universitari per la progettazione. Le potenzialità del progetto sono enormi dal punto di vista culturale, scientifico e turistico: non solo andiamo a valorizzare il grande passato di Santa Fiora, ma possiamo aspirare a diventare un centro di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca storica. Un punto forte dell'offerta museale sarà il museo delle carceri, allestito negli ambienti che conservano ancora perfettamente i segni della vita carceraria, dalle catene ai graffiti sui muri. Sarà valorizzato l'orologio e inoltre è prevista la sopraelevazione del tetto della torre per creare uno spazio fruibile, da cui i visitatori potranno ammirare un panorama mozzafiato». «Il Comune aggiunge Luciani è inoltre impegnato a integrare i pezzi da collezione di sua proprietà, che saranno ospitati al Museo e alla Pinacoteca, con l'acquisto di nuove pezzi e con il patrimonio proveniente dalle donazioni private. L'auspicio è potere un giorno accogliere al Museo anche alcune preziose opere che nel 1991, per motivi di sicurezza, hanno lasciato la Chiesa di Sant'Agostino, a Santa Fiora, e sono state trasferite a Pitigliano, come la Madonna lignea con bambino policroma di Iacopo della Quercia e altri pezzi di valore». Il progetto presentato dall'Università dovrà essere recepito con il regolamento urbanistico. Gli step successivi sono l'approvazione da parte della Soprintendenza e, con il supporto dell'università, la ricerca dei finanziamenti comunitari attraverso la partecipazione ai bandi europei. Il palazzo di Santa Fiora è lo spazio ideale per ospitare il museo. È stato sede dell'autorità sovrana per oltre 5 secoli e dal punto di vista archeologico e architettonico, di fatto, documenta ben sette secoli di Governo compresi tra il 1200 e il 1800. (f.b.)