Presentato alla Triennale di Milano il progetto Joe Colombo "Joe Colombo. Inventing the future" è la prima operazione finanziaria di investimento in cultura di Aedes spa, la quarta società immobiliare italiana quotata in borsa, con un patrimonio di 2,4 miliardi di euro, che festeggia quest'anno il centenario. Genovese di nascita, Aedes si trasferisce nel 1924 a Milano, anno della quotazione. Fra gli anni 70 e 90 vanta tra i principali azionisti del gruppo l'Accademia dei Lincei, la Banca d'Italia e il Fondo pensioni Cariplo, per poi passare il controllo nel 1999 al gruppo immobiliare Zimino e successivamente nel 2000 al gruppo De Benedetti con Munich Re, sotto la guida di Luca Castelli in qualità di amministratore delegato, accelerando una fase di forte espansione del patrimonio immobiliare su tutto il territorio nazionale. Un nuovo piano industriale approvato lo scorso aprile converte la società da property company ad asset and fund management company. Risultato importante che ha reso possibile l'accordo con la Triennale, firmato lunedì, per un finanziamento pari a circa la metà dei costi della mostra. Una mostra, quella di Joe Colombo, che verrà inaugurata il 16 settembre, e denota l'idea di fare del museo un'«impresa per la cultura»: un modello di gestione fund raising volto alla collaborazione con altri musei e società imprenditoriali sensibili. La Fondazione Triennale dipende per il 40 dai finanziamenti pubblici (ministero per i beni e le attività culturali, regione, comune), mentre per il 60 si autofinanzia creando un network con società sponsor. Il Vitra design museum di Weil am Rhein, che ha già partecipato a un altro progetto con la Triennale lo scorso anno, collabora alla mostra insieme allo studio Joe Colombo, che fornirà schizzi inediti del designer, permettendo di documentare per la prima volta l'intera opera descrivendo un personaggio che è stato protagonista del mondo del design milanese e internazionale, amante dandy della musica jazz e della cucina quanto appassionato delle potenzialità tecnologiche nel fare arredo, creando delle living units multifunzionali. Il concetto della mostra esprime l'evoluzione di un percorso artistico e di un approccio intimo al design. Dopo Milano «Inventing the future» sarà presente al Design museum di Londra, al Cube gallery di Manchester, al Vitra design museum di Weil am Rhein e al Vitra design museum di Berlino. Il prossimo autunno in concomitanza con la mostra si svolgerà sempre in Triennale la IX Conferenza europea del network dei musei, un appuntamento che vede unirsi l'intelligentia dei principali musei europei per discutere di design, architettura e arti decorative con l'obiettivo di promuovere nuove sinergie e scambi. L'occasione sarà inoltre luogo per proporre la possibilità di creare una fondazione non profit europea, «European museum network conference association», un'iniziativa che da ulteriore eco alla rivoluzione editoriale attuata dal presidente Davide Rampello, che per settembre 2006 ha già in progetto un museo del design che raccoglierà la collezione della Triennale.