«UNO scempio, avvilente quanto costoso, da rimuovere immediatamente». Così Italia Nostra, "guardiana" del patrimonio storico-artistico delle città, definisce e metaforicamente abbatte i nuovi fittoni, almeno una cinquantina (per ora), che Palazzo d'Accursio ha posato a delimitare l'area sotto le Due Torri, dentro il Cantierone di restauro di via Rizzoli e via Ugo Bassi. L'associazione guidata da Daniele Benati scende in campo contro «l'imbarazzante selva fallica», descritta pure come «un gorgo di bianchi cilindri che fanno sembrare Piazza Ravegnana un'enorme dentatura di squalo pronta a inghiottire i passanti», con una lunga lettera, che porta in calce una trentina di firme. Fra queste, anche gli urbanisti Pier Luigi Cervellati e Felicia Bottino, lo storico Carlo Ginzburg, gli esperti d'arte Eugenio Riccòmini ed Andrea Emiliani. Tutti contro i fittoni, amara «sorpresa agostana» per chi come Italia Nostra pensava che «panchine e alberelli posizionati nelle piazze avessero colmato la sete di arredi urbani del Comune». E invece no: i pochi fittoni che a giugno iniziavano a spuntare si sono moltiplicati trasformandosi in «invasiva proliferazione di cilindri», con un esito, a detta dei firmatari, «grottesco». La comparsa dei fittoni non è peraltro sorprendente: la si notava anche sul rendering del progetto del 2013, cui però Italia Nostra ammette di «non aver prestato la dovuta attenzione»: «In quel grafico erano solo puntini - spiega Felicia Bottino, che pure apprezza il restyling di via Rizzoli - , quando l'associazione mi ha inviato le foto dei fittoni ho subito firmato. Sono orribili: erano meglio le catene con le biciclette. Speriamo almeno che diventino presto neri, perché ora sono troppo bianchi». Italia Nostra si rivolge direttamente alla Soprintendenza - «ci si domanda come abbia potuto dar l'assenso» - e al Comune, lamentando di come le Torri verranno «sopraffatte dagli orrendi fittoni e dalle innumerevoli sedute che sono nel progetto, e che presto diverranno campo d'azione per i vandali». Palazzo d'Accursio, che dal lato opposto del Cantierone sta per rimuovere le ruspe all'incrocio tra via Marconi e via San Felice, coi lavori che termineranno lunedì, non ha però alcuna intenzione di rinunciare ai fittoni, scelti per delimitare l'area pedonale e proteggerla dal transito delle auto. Anzi, ne spunteranno altri, anche in piazza della Mercanzia, fino alla chiusura dei lavori a dicembre.