Caro Conti giorni fa - mi riferisco a un paio di settimane or sono ma la situazione non è cambiata - mi è capitato di passare accanto alle mura Serviane, alla stazione Termini. Sono difese da un'alta cancellata, altrimenti vandali, writers e quant'altri chissà come le avrebbero ridotte. Ma ahimé, tra la cancellata e le mura, in mezzo all'erbaccia incolta, cartoni, cartacce, lattine, bottiglie, resti di cibo, mondezza, zella fanno bella cornice al venerando rudere della Roma arcaica. E questo è grave, sebbene usuale; importante é non farci il callo. Inoltre, accanto alla cancellata, non c'è uno straccio di tabella che dia ai passanti e ai turisti qualche informazione circa il rudere stesso. E questo mi sembra ancora più grave. Chi deve provvedere? Il Comune? La sovrintendenza? Altri? Speriamo non si instauri un gioco delle tre carte con palleggio di responsabilità. Claudio Giomini Forse è utile ricordare ai lettori cosa siano le Mura Serviane. Si tratta in assoluto della prima cinta muraria costruita a Roma e risale al VI secolo avanti Cristo. Ovvero a 2600 anni fa: secondo la tradizione, la loro edificazione cominciò sotto il re Tarquinio Prisco e si concluse con il suo successore Servio Tullio (di qui il nome). In qualsiasi altra Capitale, quel reperto sarebbe quasi venerato. A Roma è offeso dai rifiuti e, in parte, all'interno della stazione, fa da sfondo a un negozio di abbigliamento. La competenze? Perdiamo tempo .... Paolo Conti