Nereto, ultimati i lavori di ristrutturazione costati duecentomila euro Sabato solenne cerimonia con le campane a festa e la messa del vescovo NERETO. Era il 1996 quando la chiesa dell'Addolorata di Nereto e venne commissariata dalla curia vescovile di Teramo per l'inesistenza di un consiglio di amministrazione del Pio Sodalizio. Ora, a distanza di quasi due anni dall'inizio dei lavori, la confraternita di Maria Santissima Addolorata, (ricostituitasi dieci anni fa) riconsegna alla comunità neretese luogo di culto. Sabato, alle 18, le campane suoneranno a festa per annunciare l'evento. Sarà il vescovo di Teramo Michele Seccia a celebrare la messa nella chiesa completamente restaurata dove tornerà, dopo la benedizione, anche l'antica statua dell'Addolorata. Il cappellano è don Dario Lucantoni e, almeno fino a settembre, saranno celebrate le funzioni nei fine settimana (la domenica alle 18.45). La Madonna dell'Addolorata negli anni è stata la chiesa dei giovani che partecipavano, la domenica, alle funzioni delle ore 10. Il luogo di culto è stato rimesso a nuovo con non poche difficoltà. La confraternita ha ridato splendore alla chiesa ricostruita nel 1891 dopo che nel 1885 l'antico luogo di culto che si trovava in piazza Marconi venne abbattuto. Lo stato di abbandono in cui è stato lasciato negli anni ha generato un degrado strutturale, decorativo e pittorico su tutte le pareti interne ed esterne. Una chiesa con le porte chiuse dentro la quale i danni sono stati ingenti. Poi sono partiti i lavori (per un costo di oltre duecentomila euro), sotto la diretta sorveglianza della Soprintendenza dell'Aquila. Prima di procedere alla ristrutturazione conservativa sono stati eseguiti lavori di consolidamento delle fondamenta minate da ristagni di acqua sotterranea. La carenza di fondi e la mancanza di sostegni economici dai vari enti negli anni hanno spinto il consiglio direttivo della confraternita verso la curia vescovile affinchè alienasse alcuni terreni situati a Sant'Omero di sua proprietà. Dalla vendita giunsero i soldi necessari a far partire i lavori. A novembre 2013, durante una forte ondata di maltempo, il crocifisso che si ergeva sulla sommità della torre campanaria cadde adagiandosi sul parapetto della terrazza dello stesso campanile. Per ultimare i piccoli lavori, la confraternità ora fa appello alla generosità dei fedeli che, intanto, potranno tornare a pregare nella chiesa tanto cara ai neretesi. Alex De Palo