Pellegrini ribadisce: il sarcofago verrà riportato alla luce e, se idoneo, messo nell'aiuola adottata da Camerini PIOMBINO. Che si tratti di un chiosco per la vendita del polpo lesso o di un reperto archeologico, a Baratti qualunque cosa è destinata a fare rumore. E a dividere, per usare un eufemismo. La notizia di cui si parla tanto in questi giorni è quella relativa alla tomba della fontina, chiamiamola così per comodità. La decisione presa giovedì 27, anzi ribadita dal sindaco attraverso il suo assessore alla cultura, è quella di andare avanti con l'operazione. E quindi si scava, si riporta alla luce quel sarcofago del sesto secolo avanti Cristo, lo si ricovera in un magazzino della Soprintendenza per i necessari restauri. E poi lo si colloca dove aveva chiesto Andrea Camerini, il regista e disegnatore che lunedì, con un post sulla propria bacheca Facebook, aveva scatenato l'ennesima "guerra del golfo". Il sarcofago, lo ricordiamo, è stato scoperto quattro anni fa durante la campagna di scavi eseguita fra la fontina e la chiesa di San Cerbone. Si tratta di una tomba di famiglia, già depredata, spuntata dalla ripa sotto un metro e mezzo di terra e pietre. L'idea era, e dunque è, quella di salvare quel sarcofago dalle prossime mareggiate, tirarlo fuori da lì e ricollocarlo in una zona centrale di Baratti facendone diventare un simbolo, un'icona o, come diceva Camerini, «un aperitivo del parco archeologico». Già, ma quale zona? L'aiuola di piazza dei Villini. Ora, siccome l'aiuola è proprio di fronte al ristorante Demos, della famiglia Camerini, sui social le critiche non sono mancate. Se da una parte c'è chi vede di buon occhio la cosiddetta musealizzazione diffusa dei tesori archeologici, dall'altra c'è chi invece non capisce come si possano custodire i tesori archeologici in luoghi diversi dai musei o dai parchi. E c'è anche chi accusa direttamente Camerini di volersi mettere «i nani nel giardino», insomma di trattare quella tomba come uno status symbol. Camerini scuote il capo e va avanti. Così come vanno avanti i lavori sotto la direzione dell'archeologo Andrea Camilli, funzionario della Soprintendenza, e della collega Carolina Megale. Ma la vicenda ha preso una piega per molti versi antipatica. Mercoledì 26 si è riunita la giunta, pare che qualcuno abbia alzato la voce. Ma la versione ufficiale è: tutto ok, tutto a posto. Però le polemiche montano: perché il Comune e la Soprintendenza concedono questi favori? Perché non è stata coinvolta la Parchi Val di Cornia? Perché tutta questa urgenza non è stata sentita per altre tombe scoperte nella stessa zona e già aggredite dal mare? La mattina di giovedì 27 il capogruppo del M5s, Daniele Pasquinelli, è andato a fare queste domande al sindaco Massimo Giuliani, che lo ha fatto parlare con l'assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano. «A me è stato confermato dal sindaco che la tomba verrà spostata - diceva ieri mattina Pasquinelli - ma solo nei magazzini della Soprintendenza. Successivamente verrà deciso dove collocarla. Non è questione di essere contrari o favorevoli, è questione di metodo». Non è proprio quello che ci ha riferito più tardi l'assessore alla cultura, Paola Pellegrini, al termine di un incontro proprio con il sindaco e con Capuano: «Appena la Soprintendenza tirerà fuori quel sarcofago lo porterà nei propri magazzini per restaurarlo. Non è neanche detto che ci riesca, mi dicono che non sia messo molto bene. In ogni caso poi procederemo con la verifica delle condizioni per la sua collocazione nell'aiuola in questione». Cioè nell'aiuola «del Camerini», come ormai la chiamano tutti. «Chiariamo le cose - ha aggiunto Pellegrini - Il progetto non parte da Camerini, che forse si è lasciato prendere un po' troppo dall'entusiasmo con quel post. Il progetto parte molto prima, la Soprintendenza da tempo voleva mettere in sicurezza quel sarcofago. Alcuni mesi fa ne abbiamo parlato anche in conferenza dei servizi. Nel frattempo, Camerini aveva aderito al progetto "Adotta il verde" facendo domanda per quell'aiuola. Camerini conosce Camilli, sono sempre a Baratti, ha saputo di questa tomba, gli avrà chiesto se la Soprintendenza era disponibile, si è offerto di cofinanziare lo scavo e ha presentato un progetto con una piattaforma sulla quale collocare il sarcofago. A me questa cosa piace molto, vorrei che fosse solo l'inizio di un modo nuovo di esporre i nostri tesori. E basta con le polemiche...».
PIOMBINO. Le polemiche non fermano gli scavi
Il sarcofago del sesto secolo avanti Cristo, scoperto quattro anni fa durante la campagna di scavi eseguita fra la fontina e la chiesa di San Cerbone, verrà riportato alla luce e, se idoneo, messo nell'aiuola adottata da Camerini. La decisione è stata ribadita dal sindaco Massimo Giuliani attraverso il suo assessore alla cultura, Paola Pellegrini. La tomba è stata scoperta durante la campagna di scavi eseguita fra la fontina e la chiesa di San Cerbone. Si tratta di una tomba di famiglia, già depredata, spuntata dalla ripa sotto un metro e mezzo di terra e pietre.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo