"Invasivi, orrendi e imbarazzanti, sembrano denti di uno squalo pronti ad azzannare i passanti, monumenti sopraffatti". L'associazione critica il Comune, e accusa la Soprintendenza: "Come ha fatto ad autorizzarli?" BOLOGNA - Non c'è pace sotto le Due Torri. Piazza Ravegnana, che ospita il simbolo della città, l'Asinelli e la Garisenda, torna a essere oggetto di polemiche. Anni fa fu il geofisico Enzo Boschi a mettere in guardia dal rischio di crollo per il passaggio del Civis (un'infrastruttura mai completata e già archiviata a favore di un nuovo progetto). Oggi è il nuovo aspetto della piazza a suscitare le ire di Italia Nostra, che attacca in sol colpo il Comune e la Soprintendenza. I pilastrini che vengono posati in questi giorni proprio ai piedi delle Due Torri, come una collana che si snoda attorno alla piazza e delimita lo spazio, sempre più ampio, destinato ai pedoni e la corsia in cui passerà il Crealis (che sostituirà il Civis) e poco altro. Ma l'immagine della collana non è certo la prima venuta in mente ai firmatari (uomini di arte, architetti, urbanisti) della lettera di protesta di Italia Nostra. I pilastrini, o fittoni come li chiamano a Bologna, sono definiti "invasivi", "imbarazzanti", insomma "uno scempio" che finirà "per sopraffarre i monumenti". Addirittuta una "selva fallica", "un'enorme dentatura di squalo pronta a inghiottire i passanti". "La realtà questa volta supera la fantasia", denuncia Italia Nostra."In pochi giorni l'area", cuore di Bologna che oggi è un cantiere aperto per i lavori di ripavimentazione che interessano via Rizzoli e Ugo Bassi, "si è mutata in una vera e propria selva fallica di contorno alle torri su di un duplice tracciato. Il risultato di tale inutile quanto invasiva proliferazione di cilindri, che altro non fanno se non delimitare gli spazi pedonali da quelli per la viabilità su ruote, appare grottesco". Ma tutto, ammette l'associazione, era previsto nel progetto originario del 2013, "su cui evidentemente non avevamo prestato la dovuta attenzione. Il completamento del progetto vedrà la messa in opera di un centinaio di fittoni". Ne consegue che "l'invasività è evidente, imbarazzante persino, in un gorgo di bianchi cilindri che fanno sembrare Piazza Ravegnana una enorme dentatura di squalo pronta a inghiottire i passanti. Le torri e i monumenti adiacenti verranno sopraffatti dagli orrendi fittoni e dalle innumerevoli sedute presenti nel progetto che in breve diventeranno campo d'azione per la fantasia di vandali e imbrattatori". Ma non è solo sull'aspetto estetico e di coerenza architettonica e urbanistica che punta il dito l'associazione: "L'accesso a via Zamboni e a via Santo Stefano è definitivamente interdetto e non vi sono varchi per mezzi di soccorso, vigili del fuoco e manutenzione. Ci si domanda come tutto ciò abbia potuto avere l'assenso della Soprintendenza competente e perché gli uffici comunali non abbiano avuto il benché minimo ritegno nell'avallare un intervento che incide tanto pesantemente sulle forme della città storica. Per delimitare gli spazi sono sufficienti pochi elementi dissuasori, tanto più in un'area tanto densa di presenze architettoniche nel cuore stesso della città". L'associazione chiede "di rimuovere un tale scempio, avvilente quanto costoso, dall'intera zona fino al Palazzo della Mercanzia predisponendo una diversa soluzione che riconsegni respiro e dignità ai monumenti".
BOLOGNA - "Che scempio". Bologna, Italia Nostra attacca i pilastrini sotto le Due Torri
L'associazione Italia Nostra critica il Comune e la Soprintendenza per l'autorizzazione ai pilastrini (fittoni) che delimitano gli spazi pedonali e la corsia per il Crealis in Piazza Ravegnana a Bologna. L'associazione definisce i pilastrini "invasivi", "imbarazzanti" e "uno scempio" che finirà "per sopraffarre i monumenti". L'area della piazza è stata trasformata in una "selva fallica" con il passaggio dei lavori di ripavimentazione. L'associazione chiede di rimuovere i pilastrini e predisporre una diversa soluzione per riconsegnare respiro e dignità ai monumenti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo