Una guida: «Qui è terra di nessuno». E la direzione chiude il «Torrione» Un gruppo di visitatori toscani scatta foto sulla sommità della cascata, le immagini finiscono su Facebook e creano nuove polemiche sui controlli nel famoso monumento Di nuovo tuffi nelle fontane della Reggia di Caserta. E stavolta a raccogliere le immagini, poi girate ad una guida turistica che le ha rese note attraverso Facebook - la notizia viene riportata anche da Il Mattino oggi in edicola - sono stati alcuni visitatori di un gruppo proveniente dalla Toscana. Era già accaduto in passato e le foto dello «scandalo» avevano fatto il giro non solo dell'Italia ma anche del mondo, riprese da quotidiani e siti online, facendo guadagnare una cattiva fama al monumento patrimonio dell'Unesco. Questa mattina la direzione del monumento ha assunto un provvedimento ad horas pubblicando la notizia sul sito web ufficiale: «Per motivi di sicurezza - è riportato nella nota -, è vietato l'accesso alle rampe che conducono al Torrione in cima alla Cascata del Parco della Reggia». L'ultimo episodio Un gruppo di adolescenti, come si evince chiaramente dagli scatti pubblicati sul social network, in barba ai divieti che campeggiano a chiare lettere sui cartelli posti all'ingresso del Torrione, ovvero la sommità delle cascate disegnate da Luigi Vanvitelli che raccolgono l'acqua dall'Acquedotto Carolino (altro bene Unesco) e che animano con il loro flusso le vasche del parco della Reggia borbonica, si è avventurato in quelle acque cercando refrigerio nella mattinata di giovedì, calda ed assolata. La guida - Daniela Pisanti - ha sottolineato come in zona non vi fossero sorveglianti (parlando degli addetti alla vigilanza ha anche aggiunto che «oggi ce n'erano ben 3 fuori al Giardino Inglese (che discutevano dei fatti loro) e non mi si venga a dire che non c'è personale!») facendo trasparire una vena di rassegnazione: «Solo quando i bimbi incivili si saranno spaccati la testa, (facendo il bagnetto sul torrione), si farà notizia e cominceranno ad esserci i controlli! Come al solito...». I sindacati: siamo pochi addetti «Nel parco, che si estende per oltre 120 ettari sono in servizio al massimo sette custodi per turno. Un numero così esiguo che è quasi impossibile svolgere una vigilanza davvero efficace». A sottolinearlo è Angelo Donia, coordinatore della Uil-Pa e dipendente addetto alla vigilanza. «Da giù è impossibile vedere tutte le persone che salgono nella zona della Fontana di Diana - prosegue Donia - né si può tenere un custode fisso in cima. Il problema è che si spara sempre addosso agli addetti alla vigilanza senza andare alla radice del problema, che coinvolge i funzionari e lo stesso Ministero. Servirebbero più custodi ma di nuove assunzioni non si parla». Il coordinatore dell'Ugl Carmine Egizio, anch'egli dipendente in servizio alla Reggia, spiega che «di custodi nel Parco Reale ce ne vorrebbero almeno 14. Oggi restano scoperti completamente l'area della Castelluccia, della Peschiera Grande e l'interno del Giardino Inglese, presidiato da due custodi solo all'ingresso. O almeno bisognerebbe far funzionare l'impianto di videosorveglianza interna che al momento è inattivo; in tal modo anche sette custodi potrebbero vigilare adeguatamente sul Parco». Gli addetti alla vigilanza alla Reggia rappresentano la gran parte dei dipendenti: sono 150 rispetto ai 60 amministrativi. «È necessario riorganizzare da capo il settore della vigilanza dando precise competenze ai funzionari - dice Luigi Mottola della Cisl - e dovrà esserne il nuovo direttore Felicori a farsene carico; servono però anche più custodi perché oggi con l'organico che abbiamo si riescono a presidiare solo pochi punti nevralgici. Alla Reggia, sottolineano i sindacati, non sono funzionanti neanche il sistema antifurto e antincendio mentre le garitte dei custodi non sono a norma. «L'Asl - spiega Egizio - poche settimane fa ha chiuso due garitte perché ci pioveva dentro e ha disposto un termine di 120 giorni per metterle tutte a norma». Passeggiando per il settore più interno del Parco, ai lati del viale principale, la vegetazione ha ormai inghiottito i vialetti. «Le ditte che fanno manutenzione, dalla pulizia al verde - dice ancora Egizio - vanno avanti in regime di proroga essendo scaduti da mesi i contratti, anticipando inoltre parecchie decine di migliaia di euro; quando Felicori si insedierà troverà anche questa gatta da pelare prima di poter procedere agli appalti». Il nuovo corso «Alcuni ragazzi - ha spiegato stamani Enzo Zuccaro, storico funzionario della Sovrintendenza - arrivano anche dall'esterno del Parco della Reggia, nel quale entrano attraversando il bosco di San Silvestro». La Reggia ha ottenuto di recente l'autonomia gestionale ed è uno dei 2o monumenti del Paese per i quali il Mibac ha espletato un bando internazionale per la ricerca di un manager. A Caserta è stato inviato Mauro Felicori, già dirigente del Comune di Bologna. A lui, oltre che occuparsi della chiusura dei cantieri aperti per i restauri delle facciate interne ed esterne disposti dopo i numerosi e pericolosi distacchi di stucchi e cornicioni a partire dal 2011, è demandato anche il compito di far funzionare al meglio il sito recuperando una immagine andata via via sbiadendosi per episodi come questi come per l'assidua presenza di ambulanti all'interno ed all'esterno del monumento.
CASERTA-Reggia, tornano i tuffi nelle cascate
La Reggia di Caserta è stata teatro di un nuovo scandalo, con un gruppo di visitatori toscani che si sono spinti a fare foto sulla sommità della cascata, violando i divieti di accesso. La direzione del monumento ha assunto un provvedimento pubblicando una nota sul sito web ufficiale, vietando l'accesso alle rampe che conducono al Torrione in cima alla Cascata. La guida turistica che ha scattato le foto ha sottolineato la mancanza di sorveglianza nella zona. I sindacati hanno denunciato la carenza di personale e le condizioni di manutenzione del parco, che non sono a norma.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo