E CON l'okay del segretario dello Smithsonian Institution Skorton il progetto del grande museo della scienza di Firenze, una sorta di "Villette" fiorentina che Nardella vorrebbe nella Scuola dei carabinieri, fa il primo passo. «A settembre nominerò un gruppo di lavoro con il compito di gettare le basi del progetto del museo», annuncia il sindaco. In pratica, il nucleo portante del comitato scientifico dei futuri "Uffizi della scienza" come li chiama il direttore del Museo Galileo Paolo Galluzzi, che nei 20mila metri quadrati dell'ex convento che oggi ospita proprio in faccia alla stazione la Scuola dei carabinieri, potrebbero riunire le 16 collezioni scientifiche oggi sparse per la città: «Sto pensando a un gruppo di cui facciano parte gli esponenti del mondo museale fiorentino e dell'università», aggiunge Nardella. E la collaborazione del segretario dello Smithsonian, che tradotto nel sistema italiano equivale alla figura del direttore, porterà un valore aggiunto dal sapore internazionale: «L'ho invitato a Firenze per approfondire meglio tutto quanto, mi ha detto che ha già lavorato a Pisa e con il distretto medico di Siena», racconta il sindaco dopo il colloquio. Divenuto segretario dello Smithsonian lo scorso luglio, dopo essere stato per nove anni presidente della Cornell University nello stato di New York, Skorton ha del resto alle spalle una formazione prettamente scientifica, essendo un medico cardiologo. Ma chi farà parte del comitato scientifico di quello che, per dimensioni e ambizioni, potrebbe essere uno dei più grandi musei della scienza d'Europa? E chi il coordinatore del gruppo che verrà formalmente costituito dal sindaco? «Lo decideremo insieme all'università, insieme al futuro rettore Dei», si limita a dire Nardella. Anche se i nomi già circolano da qualche settimana. Da quando lo stesso Nardella ha lanciato l'idea del Grande Museo della scienza a metà dello scorso luglio: oltre a Galluzzi, che potrebbe essere il coordinatore del gruppo, si fanno i nomi di Guido Chelazzi, direttore dei musei di Storia naturale dell'università, dello stesso rettore dell'ateneo fiorentino, di Giovanni Pratesi, direttore della Specola, e di Cristina Acidini, ex sovrintendente del Polo museale fiorentino. Un gruppo al quale potrebbe a questo punto unirsi Skorton dello Smithsonian. Forse anche Paolo Campione, direttore del Museo delle culture, che poi è il prestigioso museo antropologico di Lugano. «La disponibilità offerta dal segretario dello Smithsonian dimostra una volta di più il potenziale internazionale che abbiamo », sostiene Nardella. Partito dall'assunto che Firenze ha oggi troppi musei: «Un sito museale ogni 5 mila abitanti, e siamo fin qui vissuti nell'illusione che tutto questo fosse un elemento di ricchezza. Errore. Perché tutto ciò crea una frammentazione: abbiamo il Planetario, il museo di Galileo, la Specola, il museo della Medicina a Careggi, poi quello della Medicina militare in via Venezia, l'Orto botanico. I cinesi che cercano l'arte hanno gli Uffizi, l'Accademia è "sold out". Ma la scienza che pure rappresenta tanta parte della nostra storia resta in ombra rispetto all'arte visiva» diceva il sindaco lo scorso luglio. E la nomina del comitato scientifico è un po' la prima pietra del progetto, che potrà decollare quando a fine 2016 la Scuola dei carabinieri lascerà la stazione per trasferirsi sul viale XI Agosto. Dopo averne già parlato con il ministro della cultura Franceschini, a settembre il sindaco conta anche di incontrare il ministro Giannini: «Vogliamo condividere il progetto con il ministero della ricerca e dell'istruzione perchè si tratta di un progetto di carattere nazionale». Un progetto che, per valore scientifico, dimensioni e posizione (in faccia alla stazione ferroviaria), secondo lo stesso Galluzzi può debuttare sul mercato museale puntando subito ad almeno un milione di visitatori l'anno: «Un museo del genere cambierebbe l'immagine stessa della città. Sarebbe una sorta di "Uffizi della scienza" e Firenze non sarebbe più solo la città dell'arte ma anche della scienza», è stata l'entusiastica adesione del direttore del museo Galileo.