Cari amici, Desidero esprimere sconcerto e indignazione per i recenti discutibili provvedimenti ministeriali relativi ai musei nazionali. Non mi permetto di entrare nel merito delle nomine dei singoli nuovi responsabili di alcuni importanti musei e delle loro specifiche competenze; né tantomeno discutere della superficiale interpretazione del concetto di internalizzazione della ricerca scientifica, indiscusso postulato accolto dalla cultura artistica italiana alla fine dell'Ottocento e ribadito con forza sino a oggi; infine sui trasferimenti o sull'applicazione delle cosidette quote variopinte. Mi limito invece soltanto a ribadire ciò che da decenni è oggetto da parte di chi si occupa di museologia sia nell'insegnamento universitario che nella pratica istituzionale. Il museo non può essere ridotto a mero oggetto amministrativo, economico o di mercato, quindi un semplice fatto di incassi, di affluenza di pubblico e di cose analoghe. Il museo come ben sappiamo è realtà complessa. Delicato luogo della conservazione e della tutela delle opere e degli oggetti. Unico per complessità delle soluzioni museografiche e per la storia delle collezioni, è insieme, dove la conoscenza degli stili, delle tecniche, dei problemi iconografici delle varie epoche e dei vari artisti va verificata con il contesto territoriale e storico culturale specifici. Aspetti conoscitivi ovviamente finalizzati, per un verso, alla fruizione e alla educazione del pubblico; per un altro alla formazione dei giovani, che si preparano ad entrare nei ruoli dell'amministrazione museale dello stato. E' nel potenziamento della tutela e della valorizzazione delle collezioni dove il ministero che in tutti questi decenni si è mostrato assente, deve intervenire con urgenza; come pure avviare una concreta azione economica per falicitare, attraverso i concorsi, l'ingresso dei giovani specializzati nei ruoli museali. La revisione radicale del problema museo in Italia da parte del ministero, non può in ultima analisi essere sostituita da superficiali operazioni di immagine, roboanti comunicati o mediatiche sortite ad effetto, che finiscono anche per screditare la meritoria categoria di funzionari storici dell'arte che lavorano a vario titolo nei musei, eredi di un'antica tradizione formatasi dopo l' Unità di Italia e che via via si è perfezionata nel corso del Novecento sino al dopoguerra,alimentata da scambi e confronti continui con le scuole europee e più recentemente con quelle extraeuropee. Gianni Carlo Sciolla 20 Agosto 2015
Nomine musei: lettera del presidente della Sisca (Società italiana di storia della critica d'arte)
Il ministro ha adottato provvedimenti discutibili relativi ai musei nazionali. Il ministro non ha discusso delle nomine dei nuovi responsabili dei musei e delle loro competenze. Il ministro ha anche discusso della "internalizzazione della ricerca scientifica" e dei trasferimenti. Il ministro ha ribadito che il museo non può essere ridotto a un oggetto amministrativo o economico. Il ministro ha sottolineato l'importanza della conservazione e della tutela delle opere e degli oggetti. Il ministro ha anche sottolineato l'importanza della formazione dei giovani per l'amministrazione museale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo