Sono gli ultimi giorni a Pienza (6 giugno-30 agosto) della mostra itinerante delle monumentali opere in bronzo della scultrice austriaca Helga Vockenhuber dal titolo "Il dono dell'armonia". La personale dell'artista è stata allestita nella città ideale, in piazza Pio II e all'interno di Palazzo Piccolomini. "Non discuto sul valore delle opere in mostra. Si tratta sicuramente di un evento importante. Sulla collocazione, invece, mi sento di esprimere la mia disapprovazione. Non è stata la più opportuna a discapito delle opere medesime. Come si fa a collocare sculture gigantesche nella piazza progettata da Pio II, con l'aiuto del Rossellino e secondo i recenti studi di Pieper, perfino di Leon Battista Alberti?" A eccepire sulla scelta dell'inserimento delle mega sculture della Vockenhuber è la professoressa emerita Silvia Rizzo, docente di Filologia Medievale e Umanistica all'Università La Sapienza. "Le sculture gigantesche hanno un effetto devastante per la fragile bellezza delle architetture rinascimentali. Bellezza che deriva da armonie in tutti i particolari e che la esposizione suddetta disarmonizza completamente dissacrandole". E Rizzo cita una delle scoperte più sorprendenti dell'architetto tedesco Jan Pieper, che per quindici giorni ha osservato in lungo e in largo e studiato approfonditamente quei monumenti, fino a scoprire il fenomeno dell'ombra della chiesa circoscritta nella piazza antistante, ombra che colma completamente i nove riquadri della pavimentazione, funzionando l'intero edificio come una meridiana. "Come si può pensare di inserire elementi tanto disturbanti all'interno di spazi, la cui armonia dipende da equilibri così sottili?"