NON SOLO Giotto e Cimabue, ma anche gli altri grandi artisti rinascimentali che hanno "scritto" la storia di San Francesco con affreschi ammirati ogni giorno da migliaia di pellegrini e turisti. Sergio Fusetti, restauratore capo del Sacro Convento di Assisi sarà il responsabile dei lavori di restauro della Cappella di Santa Caterina e del nartece di ingresso della Basilica Inferiore. «Lavori di pulitura e consolidamento ormai non più rinviabili, perché spiega è dal 1975 che non si interviene su questi due importanti siti». È più affascinante intervenire sui maestri che hanno fatto la storia dell'arte come Giotto? «Il fascino del restauro è sempre uguale al di là dei nomi e degli artisti. E qui al Sacro Convento, come credo in altri siti artistico- archeologici, ci mettiamo sempre la stessa attenzione sia per i grande maestri che per i meno conosciuti. Come con de' Bartoli e Sermei, gli autori del Cappella di Santa Caterina e del nartece di ingresso della Basilica Inferiore». In che consiste l'intervento? «Nel nartece, con il terremoto del 1997, ci furono delle infiltrazioni d'acqua causate dal dissesto del tetto della parte superiore. Infiltrazioni ormai debellate da tempo ma che hanno lasciato segni negli affreschi che vanno rimossi. Nella Cappella occorrerà consolidare gli intonaci e i distacchi, e intervenire sulle parte annerire dall'uso delle candele per le tante celebrazioni liturgiche. Il massiccio afflusso di visitatori ha poi portato polveri che vanno rimosse ». Quando iniziano i lavori? «Tutto dipende dalla risposta che avrà la campagna di raccolta fondi avviata da Repubblica. L'obiettivo è ancora lontano, ma noi non disperiamo. I frati ne sono fermamente conviti». (o.l.r.) Sergio Fusetti, restauratore capo del Sacro Convento di Assisi
"Non ci sono soltanto Giotto e Cimabue"
Il Sacro Convento di Assisi sta iniziando i lavori di restauro della Cappella di Santa Caterina e del nartece di ingresso della Basilica Inferiore. Il restauratore capo Sergio Fusetti spiega che gli affreschi sono stati danneggiati dalle infiltrazioni d'acqua causate dal terremoto del 1997 e dalle polveri generate dal grande afflusso di visitatori. I lavori consistono nella pulitura e consolidamento degli intonaci e dei distacchi, nonché nella rimozione delle annerimenti causate dall'uso delle candele. La campagna di raccolta fondi è in corso e l'obiettivo è ancora lontano, ma i frati sono fermamente convinti che i lavori possano essere completati.
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