AGRIGENTO. Quelle scene per gli abitanti di contrada Poggio Muscello, ad Agrigento, non erano nuove. «Quindici anni fa è toccato a me. E ora sto vedendo demolire il muro a mia nipote. Lo sapevamo, era questione di tempo» racconta un anziano mentre si avvicina ad un gruppo di poliziotti e carabinieri che sorvegliano la zona. Ad Agrigento l'alba di ieri ha portato con sé le ruspe che hanno demolito il primo manufatto abusivo: un muro di recinzione alto un metro e lungo ottanta. Ma quella costruzione di tufo è stata soltanto la prima di una lista che conta almeno fino ad oggi otto opere abusive da buttar giù, tutte oggetto di sentenze della Cassazione che le dichiarano "abusive". Eppure l'alba delle ruspe sembrava non dover arrivare mai più per gli abitanti di quella zona, gli stessi che quindici anni fa uniti e compatti tra loro hanno contrastato l'ingresso dei mezzi del Genio militare in quella strada in salita che collega il quartiere di Villaggio Mosè con quello balneare di San Leone. «Non capisco in che modo questo muro possa deturpare la Valle dei Templi e il Parco archeologico» dice la figlia della proprietaria della casa parlando con i giornalisti, mentre la sorella alza la voce e cerca di fare il pugno duro contro le forze dell'ordine. I legali della famiglia hanno cercato in tutti i modi di non far demolire quel muro: «C'è un vizio di forma, spiegavano gli avvocati Roberto Gambino e Giacomo La Russa manca il passaggio dal giudice dell'esecuzione. Nessuno può abbattere questo muro senza prima instaurare un contraddittorio con i titolari del bene». Ma la procura della Repubblica, che per mesi ha chiesto al Comune di Agrigento di provvedere alla demolizione degli immobili abusivi, ha fatto subito intendere che non c'era altro tempo da perdere. Così, dopo le prime proteste dei proprietari, il Corpo forestale ha notificato alla famiglia un'ordinanza emessa in mattinata dal sostituto procuratore Carlo Cinque con la quale si dava mandato per l'immediata esecuzione della sentenza. E quindi alla demolizione del muro. Sono bastati pochi minuti e le ruspe di una ditta di Palma di Montechiaro (Agrigento), vincitrice dell'appalto bandito dal Comune di Agrigento, hanno eliminato il muro costruito abusivamente quasi trent'anni fa. Adesso, però, si passerà agli immobili. Gli uffici comunali hanno stilato la lista delle demolizioni, ordinando gli interventi in base alle date delle sentenze. Toccherà prima ad un altro manufatto in contrada Poggio Muscello. Poi, si passera alla demolizione di sei fabbricati, tutti ricadenti nell'area sottoposta ai vincoli nelle zone di via degli Imperatori, San Leone, contrada Maddalusa e contrada Cugno Vela, per i quali le demolizioni si protrarranno fino al 6 ottobre. Una lista nata dopo le lettere del procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, che per ben due volte ha chiesto al sindaco Lillo Firetto di porre in essere tutti gli atti necessari per la demolizione delle case abusive. Lo stesso sindaco che, dopo aver premuto sull'acceleratore dell'iter burocratico appena pochi giorni dopo la sua elezione, sostiene che le demolizioni rappresentano «un cambiamento epocale testimoniato dal fatto che, per la prima volta, è il Comune di Agrigento a procedere direttamente con l'abbattimento dei manufatti abusivi ricadenti nel Parco archeologico. Lo stupore della bellezza». Oggi le ruspe resteranno ferme, ma da domani si ricomincerà con gli abbattimenti. E stavolta non si andrà contro muri di recinzione in tufo: i picchetti dei mezzi pesanti punteranno immobili (anche abitati) che per la legge sono stati costruiti senza alcuna autorizzazione e troppo vicini alla Valle dei Templi.
SICILIA - AGRIGENTO. Abusi nella Valle dei Templi ruspe in azione dopo 15 anni e da domani tocca alle case
Agrigento. I lavori di demolizione dei manufatti abusivi in contrada Poggio Muscello, in zona di Parco archeologico della Valle dei Templi, sono iniziati. La demolizione del muro di recinzione, costruito 15 anni fa, è stata eseguita con ruspe di una ditta di Palma di Montechiaro. La lista delle demolizioni è stata stilata dagli uffici comunali, che prevede la demolizione di almeno 8 opere abusive, tra cui 6 fabbricati in zona di via degli Imperatori e San Leone. La demolizione inizia dopo le sentenze della Cassazione che dichiarano le opere abusive.
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