L'annuncio degli attivisti. Ma per ora nessun video WASHINGTON. Lo stato islamico avrebbe distrutto il tempio di Baalshamin, uno dei gioielli del sito archeologico di Palmira, luogo patrimonio dell'Unesco. La notizia è stata diffusa da alcuni civili scappati dalla zona e poi rilanciata dall'Osservatorio per i diritti umani in Siria. Dunque servono conferme, anche perché ci sono contrasti su quando sia avvenuto. Per l'Osservatorio lo hanno fatto saltare per aria un mese fa mentre fonti governative hanno spostato l'evento alla giornata di ieri. E vista la situazione sul terreno non è possibile verificare in modo diretto, a meno che il movimento del Califfo non faccia circolare sul web un video o delle foto che possano provarlo. Sembra strano che non abbia colto l'occasione. Realizzato vicino all'anfiteatro romano dove l'Isis ha condotto alcune esecuzioni di gruppo, il «santuario» ha un grande valore storico. Ed è per questo che i jihadisti potrebbero aver deciso di demolirlo sapendo della risonanza internazionale. L'Isis sta seguendo un sentiero preciso, con l'intenzione di spazzare via quelli che considera «idoli» ma sopratutto vuole attirare l'attenzione. Con ogni sistema. Gli ostaggi ammazzati, le operazioni belliche, i gesti vandalici contro l'arte. Infatti ha usato dinamite e picconi per cancellare non pochi reperti sia in Siria che in Iraq. Palmira, conquistata dall'Isis il 20 maggio, si è trasformata in una «scena» ideale per le coreografie degli estremisti. Hanno trucidato dei prigionieri usando dei bambini come killer, quindi pochi giorni fa hanno decapitato l'archeologo Khaled Asaad, 81 anni, a lungo alla guida del locale museo. Secondo una versione si era rifiutato di rivelare il nascondiglio di alcune opere preziose portate via prima dell'arrivo degli islamisti. Atto coraggioso pagato con la vita. Un delitto eseguito in pubblico per mandare un messaggio brutale alla popolazione della città e anche oltre. «Le nostre più buie previsioni si stanno avverando», ha dichiarato un alto funzionario siriano ricordando come gli estremisti abbiano minato molti siti di Palmira e fatto a pezzi, in luglio, la Statua del Leone. La sensibilità del regime per i simboli della storia contrasta con l'assoluto disprezzo mostrato verso i civili, spesso martoriati da bombardamenti selvaggi condotti con elicotteri e caccia. Un trattamento feroce simile a quello riservato dall'Isis ai suoi avversari.
L'Isis a Palmira ha distrutto il tempio di Baalshamin
Lo stato islamico ha distrutto il tempio di Baalshamin a Palmira, un sito archeologico unico e patrimonio dell'Unesco. La notizia è stata diffusa da civili scappati dalla zona e confermata dall'Osservatorio per i diritti umani in Siria. Il tempio ha un grande valore storico e potrebbe essere stato demolito per attirare l'attenzione internazionale. L'Isis ha già distrutto altri siti storici in Siria e Iraq, come l'anfiteatro romano e la statua del Leone. La distruzione del tempio di Baalshamin è solo l'ultima delle molte azioni vandaliche dell'Isis, che ha anche ucciso ostaggi e prigionieri, e ha decapitato l'archeologo Khaled Asaad.
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