In centinaia ieri mattina al Meeting di Rimini hanno ascoltato la «lezione» del cardinale Giuseppe Betori su piazza Duomo, il dialogo con il presidente dell'Opera del Duomo, Franco Lucchesi, su «Opus Florentinum», la mostra multimediale allestita al Meeting, anche in vista della visita di Papa Francesco il 10 novembre alla Conferenza Ecclesiale Nazionale che vedrà la Chiesa italiana riunita a Firenze. Un dialogo che ha sottolineato i rischi del turismo di massa e la necessità di ri-trovare il senso del sacro sia per capire meglio i capolavori artistici, sia per tutelare la piazza del Bel San Giovanni ed in generale le piazze fiorentine. Filo conduttore dell'affollatissimo incontro con anche il professore Andrea Simoncini e con Mariella Carlotti, curatrice della mostra assieme a Samuele Caciagli, è stata la bellezza e la fede, l'Umanesimo e le sue radici anche cristiane che sono alla base della crescita di Firenze e del suo status unico raggiunto nel Medio Evo e che ancora oggi fa della città una capitale culturale dell'Europa. «Opus Florentinum», titolo che riprende una opera di Mario Luzi, parla di arte, fede e storia, di Battistero, Duomo, e ieri il cardinale e Lucchesi hanno spiegato il perché dell'operazione. Che si può sintetizzare nella necessità di ricordare la sacralità della piazza e dei suoi monumenti e trovare soluzioni per convivere con il turismo globale. «Come Opera viviamo del turismo di una società scristianizzata, un turismo globale che è la risorsa principale per noi per tutelare capolavori che non sono musei, ma chiese ha spiegato Franco Lucchesi, presidente dell'Opera del Duomo Va trovato un equilibrio con le richieste dei turisti, ma la sacralità del luogo va conservata a tutti i costi. C'è il rischio che tutto si riduca ad un aspetto estetico». L'opera di comprensione, ha aggiunto Lucchesi, va rivolta a tutti, a noi, come ai nuovi turisti dell'Est dell'Asia, che hanno meno strumenti riguardo la nostra civiltà, una sfida che deve tenere conto della sostenibilità del nuovo turismo di massa. «E, al di là delle critiche che possono essere rivolte a noi che ci occupiamo dell'interno e della salvaguardia, in piazza Duomo fuori c'è poco di sostenibile...», ha detto Lucchesi che già in passato ha criticato lo scarso decoro della piazza. Betori ha puntato tutto sul rapporta tra arte e fede e uomo, partendo da piazza Duomo. «Ogni mattina, appena sveglio apro la finestra, guardo questa piazza e ringrazio Dio e il Papa che mi ha fatto vescovo di Firenze ha detto il cardinale E la piazza, come il David di Michelangelo che era stato pensato per il Duomo, ci ricordano che la radice della libertà di Firenze è la libertà che la religione dà. E questo sarà uno dei messaggi del Convegno Ecclesiale di novembre». E a proposto di storia fiorentina, e non, Betori ha sottolineato: «I primi cristiani di Firenze erano siriani e greci, così dicono le lapidi dell'antica chiesa di Santa Felicita. Se non avessimo accolto quei migranti, quei commercianti, non saremmo mai diventati cristiani noi fiorentini. Siamo tutti immigrati».