La prima tentazione, dopo la bravata dei tre giovani che hanno tentato di arrampicarsi sulla facciata di Orsammichele, è di riciclare al maschile la definizione che Frank Sinatra dette delle fan di Elvis Presley: «Ragazzine cresciute con pochi schiaffi». Tanta è la rabbia per il rischio corso dalla statua dei Quattro Santi Coronati, e dagli stessi scalatori, in evidente stato di confusione etilica. Attribuire tutta la colpa di quanto accaduto al dottor Spock non sarebbe tuttavia politicamente corretto; e poi, in un paese in cui i pediatri seguono in certi casi i ragazzi fino a diciott'anni, i tre sconsiderati arrampicatori urbani potrebbero far squillare il telefono azzurro. Comunque, che i tre ragazzotti siano praticanti di qualche sport estremo o semplicemente avvinazzati imitatori di Spiderman, la realtà non cambia. Il cuore di Firenze è sempre più preda di un vandalismo diffuso, che magari si ammanta di denominazioni alla moda, possibilmente anglofone. Niente infatti come un termine inglese serve a legittimare una pratica scorretta e a tacitare le proteste, un po' come il latinorum di don Abbondio con Renzo Travaglino. Altro è avere il muro di casa imbrattato da un tagger invece che da un ragazzino che scrive fesso chi legge; altro è ritrovarsi in giardino un praticante del parkour invece di un volgare ladro di ciliegie. Sia ben chiaro: i casi di microvandalismo, legati magari a una cena innaffiata da qualche bicchiere di troppo, non sono una novità. Ci sono canuti avvocati che da giovani goliardi passarono il loro brutto quarto d'ora per essersi arrampicati goffamente sulle statue di piazza della Signoria. Ma si trattava di casi isolati, di zingarate mal riuscite, perché il rispetto per il monumento costituiva un valore universalmente condiviso presso tutti gli strati sociali. Oggi non è più così, e l'idea che si possa fare un bagno nella vasca del Biancone, arrampicarsi sul monumento a Dante o addirittura su quel pregevole falso ottocentesco che è la facciata di Santa Croce comincia a fare proseliti, a giudicare dalle cronache degli ultimi anni. Oltre tutto, non essendo possibile mettere in gabbia i vandali, sta cominciando a farsi strada la tentazione, comprensibile ma triste, di mettere in gabbia i monumenti. Più di altre città d'arte, Firenze sconta anche in questo la dipendenza da un turismo spesso più mordi che fuggi. In un centro storico divenuto una Disneyland, come spiegare a tre ragazzotti passati troppo in fretta dalla coca-cola al Chianti che Orsammichele non fa parte di Adventureland?
Firenze. Chi scala la statua
La statua di Orsammichele a Firenze è stata oggetto di un'aggressione da parte di tre giovani che si sono arrampicati sulla sua facciata. La reazione è stata di rabbia e frustrazione, con alcuni che hanno attribuito la colpa a un "dottor Spock" e altri che hanno criticato il turismo spesso dannoso per la città. I casi di microvandalismo, come l'arrampicata su monumenti, non sono nuovi, ma la loro frequenza e la loro diffusione sono aumentate negli ultimi anni. La città di Firenze sta cercando di affrontare questo problema, ma la dipendenza da un turismo spesso dannoso sembra essere un fattore contributivo.
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