Adamello-Brenta: in corsa Caola, Ferrazza, Ballardini. Paneveggio: Zortea disponibile A due mesi dalle elezioni, parte la sfida per la presidenza dei due parchi naturali, Adamello-Brenta e Paneveggio. A ottobre i comitati di gestione saranno chiamati a rinnovare i vertici. Anche se la situazione è tutt'altro che semplice, visto che i processi di fusione di molti Comuni rendono ancora fluida la composizione dei comitati. L'attenzione, però, è già concentrata sul toto-nomi, soprattutto in val Rendena dove all'uscente Antonio Caola potrebbero aggiungersi Walter Ferrazza e Patrizia Ballardini. Zortea disponibile per un nuovo mandato a Paneveggio. TRENTO. Alla data dell'elezione mancano ancora un paio di mesi, a meno di sorprese dell'ultimo minuto: ma in vista delle assemblee di ottobre dei comitati di gestione dei parchi trentini (Adamello-Brenta e Paneveggio), la questione del rinnovo delle presidenze inizia a surriscaldare il clima nei territori coinvolti nella gestione degli enti. Un passaggio, questo, decisamente complesso. E non solo per la partita politica che si giocherà sulla scelta dei nomi da proporre per la guida dei due parchi (e che sta già creando non poche preoccupazioni), ma anche per un quadro istituzionale tutt'altro che assestato: molti dei Comuni che rientrano nei confini delle aree protette sono infatti ancora alle prese con l'iter di fusione, che culminerà nella primavera del 2016 con le elezioni delle nuove amministrazioni. Con ripercussioni sulla composizione del comitato di gestione. Proprio questa è una delle maggiori incognite da affrontare: gli attuali vertici dei parchi avevano chiesto alla Provincia una proroga dell'attuale «governo» in attesa dell'esito delle urne, in modo da completare il comitato di gestione con i rappresentanti delle nuove amministrazioni. Ma la giunta di Piazza Dante ha respinto l'ipotesi, confermando la scadenza di ottobre. Una decisione che, però, potrebbe teoricamente cambiare ancora: la questione sarà analizzata infatti venerdì dalla terza commissione legislativa, per poi finire sul tavolo del consiglio delle autonomie. Se però, come sembra probabile, la linea dell'esecutivo di Ugo Rossi venisse confermata, si prefigurerebbe uno scenario complicato. In sostanza, allo stato attuale i comitati di gestione sono composti in parte dai rappresentanti nominati dai Comuni non soggetti a fusione e rinnovati nella tornata elettorale della scorsa primavera e in parte dai membri «prorogati» dei municipi che, per la fusione, saranno chiamati alle urne il prossimo anno. A ottobre, quindi, i presidenti e le giunte dei due parchi verranno eletti da organismi che cambieranno nel giro di pochi mesi. Ponendo un problema di fondo: se infatti il nuovo presidente fosse espressione di uno dei Comuni interessati dalla fusione e, dopo l'appuntamento alle urne della prossima primavera, si trovasse di fronte un'amministrazione diversa da quella che lo aveva proposto, probabilmente si renderebbe necessaria almeno una verifica all'interno del comitato di gestione. E se le questioni istituzionali stanno già sollevando parecchi malumori all'interno degli enti, a rendere la situazione ancora più scottante è l'inevitabile toto-nomi per la presidenza che, in queste settimane, ha già scatenato non poche discussioni. Soprattutto per la presidenza del Parco naturale Adamello-Brenta. La guida dell'ente con sede a Strembo, infatti, è una delle poltrone più «in vista», per quanto riguarda la gestione di aree protette. E, nonostante non sia particolarmente ambita da un punto di vista economico (l'indennità annua 2014 dell'attuale numero uno, Antonio Caola, ammonta a 8.100 euro), ha un peso politico e strategico rilevante. Non a caso, da settimane in val Rendena si rincorrono voci di possibili candidature alternative a Caola. L'attuale presidente, in realtà, ha già manifestato la sua disponibilità a proseguire. Ma rispetto al 2010 ha perso il suo principale sostenitore, William Bonomi, ex sindaco di Pinzolo. Proprio Pinzolo (paese d'origine di Caola) sembra deciso a mettere i bastoni tra le ruote all'attuale presidente, facendo valere un atto di indirizzo che vieta la nomina in enti sovraccomunali per più di tre mandati (il prossimo, per Caola, sarebbe il quinto). Tra i possibili «avversari» di Caola, in valle in questi giorni si fanno i nomi dell'ex presidente della Comunità di valle Patrizia Ballardini e del sindaco di Bocenago Walter Ferrazza. Due nomi che preoccupano non poco le anime ambientaliste della valle (e non solo): in pochi dimenticano gli scontri sul caso dei nuovi impianti da sci prospettati a Serodoli o le posizioni di Ferrazza sull'orso. Di più: dopo gli interventi dell'Osservatorio spontaneo sul rispetto per l'ambiente e del presidente di Legambiente Andrea Giachetti sulla necessità di porre alla guida dei parchi persone «scientificamente competenti», in tanti invocano ancora la possibilità di prevedere una scelta basata sulla valutazione dei curricula. Meno «animato», almeno fino ad ora, il fronte del rinnovo della presidenza del parco di Paneveggio. Anche qui l'attuale guida, Giacobbe Zortea, ha manifestato la sua disponibilità. Si tratterà di capire, in questo caso, l'atteggiamento dei vari Comuni: con la fusione dei quattro municipi di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua e Siror, il nuovo Comune di Primiero San Martino di Castrozza rappresenta di fatto il 70 del territorio del parco e quindi potrebbe rivendicare la presidenza. Carica alla quale, però, potrebbe ambire anche Canal San Bovo, per una questione di alternanza.