VENEZIA. «Non lascerò che alcuni "intellettuali da strapazzo" continuino a denigrare Venezia dicendo di amarla. Mi dispiace ma la musica è cambiata!». Il sindaco Luigi Brugnaro ieri è tornato dalle ferie con una polemica su Twitter con la giornalista americana Jess McHugh. Sull'International Business Times ha firmato un articolo dal titolo eloquente («I residenti temono che visitatori stiano distruggendo la città e chiedono alle autorità una stretta sulle crociere») che racconta l'amarezza dei residenti attraverso gli occhi di tre celebri veneziani acquisiti: Jane da Mosto, Anna Somers Cocks e Nan McElroy. Visitatori che dormono nei sacchi a pelo, si addormentano sui ponti, girano in costume, mangiano sotto i portici del Ducale, si riposano su artistiche scalinate. L'attacco dell'articolo suona più o meno così: «Venezia è stata chiamata in molti modi: città degli innamorati, città delle gondola, regina dell'Adriatico, Serenissima. Ma a causa dei turisti maleducati, alcuni propongono di darle un nuovo nome: Veniceland». Brugnaro non l'ha presa bene. Dopo la baruffa on line con Sir Elton John sui libri antidiscriminazione ritirati da asili nido e materne, ieri ha è sbottato contro gli "intellettuali da strapazzo". «Continuate a denigrare Venezia ha detto - Intanto, ci fate gli affari. Bravi!». La giornalista gli ha risposto: «Denigrare? Non riesce ad affrontare la verità? Povera Venezia». E Brugnaro: «Parli italiano che è meglio! Vedrà che capirò anche quali sono i Suoi veri interessi a breve. Glielo prometto!». La polemica non è sfuggita alla sottosegretaria al Ministero dei beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni. «Prima di tutto, è bene che il sindaco ricordi è che grazie agli stranieri che arrivano milioni di euro di euro per i restauri. Sto parlando dei comitati internazionali sillaba E non deve sorprendere che Venezia susciti passioni internazionali: accade da secoli e ciò segna solo l'enorme importanza della città come patrimonio mondiale e l'amore che le si tributa». Una dichiarazione d'amore, insomma, come i rimbrotti ai figli preferiti ma scapestrati e ingovernabili. «Concordo col governatore Luca Zaia quando dice: smettiamola di fare polemiche. Ma il pericolo del turismo non controllato va denunciato sottolinea Invece di fare polemiche, mettiamoci tutti insieme ad un tavolo e progettiamo un modello turistico per Venezia», esorta Bortelli Buitoni.