Costruito su un tratto di costa altamente franoso, è stato sequestrato dalla Capitaneria CAPRI. Una piccola struttura abusiva, una capanna in legno a due passi dai Faraglioni. Chi l'ha realizzata probabilmente voleva godersi abusivamente uno dei panorami più esclusivi del mondo, tra l'altro rischiando la vita perché la zona è esposta a caduta massi e frane. Ieri la Guardia Costiera di Capri ha sequestrato il manufatto realizzato senza alcuna autorizzazione su un'area demaniale marittima di particolare pregio, nella splendida baia di Marina Piccola All'interno della struttura precaria, costruita con travi e copertura in tavolato di legno, sono stati rinvenuti oggetti che lasciano presupporre un utilizzo, anche recente, della stessa come luogo di ritrovo, nonostante le pessime condizioni igienico-sanitarie e strutturali in cui è stata trovata. La zona, accessibile soltanto dal mare, è tra l'altro interdetta per il pericolo di caduta massi (come correttamente indicato dalla segnaletica installata sul posto dal Comune di Capri). Sono in corso accertamenti per risalire ai responsabili e, nei prossimi giorni, sarà interessato anche il Comune di Capri per la demolizione del manufatto e la bonifica dell'area. L'operazione della Guardia Costiera si colloca nell'ambito dell'attività «Mare Sicuro 2015» coordinata dalla Direzione Marittima di Napoli volta, oltre che a prevenire situazioni pericolo per bagnanti e diportisti, anche a garantire controlli sul demanio marittimo, per tutelare i beni pubblici e combattere l'abusivismo edilizio che continua a deturpare molti tratti dei litorali campani. Infatti, pochi giorni fa l'ultimo rapporto di Legambiente ha confermato che la Campania viene ancora deturpata dal cemento. Dal 1985, anno della Legge Galasso, sono stati cancellati dal cemento circa ben 29 km di litorale, un consumo del suolo aumentato in modo incredibile con l'espansione degli agglomerati urbani, costruzione di complessi turistici, case singole, porti ed infrastrutture. Complessivamente su 360 km di costa campana, da Sapri a Baia Domizia, sono 181 quelli urbanizzati trasformati definitivamente, ossia il 50. Tra il 1988 ed il 2011 sono stati 22 i km di costa trasformati per usi residenziali e turistici mentre 7 km hanno visto interventi di artificializzazione legati alle infrastrutture portuali ed alle aree industriali. All'assalto del cemento sono sfuggiti solo 162 km di litorali. Secondo le denunce ambientaliste, negli ultimi decenni tra Agropoli e Salerno e tra Varcaturo e Baia Domitia, ci sono stati interventi abusvi vhe hanno provocato danni irreparabili su un paesaggio costiero di immenso valore. Ma sono ancora tanti i tratti di costa di pregio a rischio e che andrebbero tutelati: tra Caprioli e Marina di Ascea, tra Marina di Casal Velino e Acciaroli, tra Agropoli e Torre Piacentina o ancora di più litorali come il Lago di Patria e la Riserva Naturale di Castelvolturno.
Capri, capanno abusivo con vista sui Faraglioni
La Guardia Costiera di Capri ha sequestrato una struttura abusiva costruita su un tratto di costa altamente franoso. La capanna in legno, realizzata senza autorizzazione, è stata trovata con condizioni igienico-sanitarie e strutturali peggiori. La zona è stata interdetta per il pericolo di caduta massi. Sono in corso accertamenti per risalire ai responsabili e il Comune di Capri sarà coinvolto per la demolizione del manufatto e la bonifica dell'area. L'operazione si colloca nell'ambito dell'attività Mare Sicuro 2015.
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