Al via il Valcamonica Symposium sulle arti rupestri. Un'edizione dedicata all'archeologo ucciso dall'Isis L'impronta internazionale della 26 edizione comincia dall'intitolazione. Il Valcamonica Symposium, da oltre quarant'anni teatro di dibattito scientifico che può vantare la presenza di studiosi di fama mondiale, sarà dedicato a Khaled Asaad, l'archeologo siriano brutalmente assassinato dall'Isis nei giorni scorsi. La proposta, lanciata dal presidente del Centro Camuno di Studi Preistorici, l'architetto Claudio Gasparotti, è stata subito condivisa dagli organizzatori dell'evento, a dimostrazione di quanto sia il Ccsp sia il Symposium siano da sempre orientati alla promozione del valore culturale e alla difesa del patrimonio di incisioni rupestri. Perché proprio attorno alle raffigurazioni sulla roccia interpretazioni, raffronti e nuove metodologie ruoteranno le giornate del Symposium, in programma dal 9 al 12 settembre a Capo di Ponte e quest'anno dedicato alle «Prospettive sulla ricerca dell'arte preistorica a 50 anni dalla fondazione del Centro Camuno». L'internazionalità passa inevitabilmente dai numeri: 21 paesi partecipanti, 63 relatori, provenienti da tutto il mondo. «L'obiettivo spiega Roberta Alberotanza, ex presidente del Comitato Cultura del Consiglio d'Europa è far sì che questi rappresentanti internazionali continuino a seguire il territorio della Valle Camonica anche dopo il Symposium». Sei le sessioni in programma, incentrate su temi tradizionali nel contesto dell'arte rupestre ma anche «di non stretta disciplina archeologica per valutare le ricadute sul territorio». A dar lustro alla Valle Camonica, come terra non solo di accoglienza ma soprattutto di sperimentazione, il focus sulle nuove metodologie di ricerca: «Proprio nei nostri parchi spiega l'arch. Tiziana Cittadini, vicedirettore del Ccsp gli istituti internazionali stanno sperimentando metodi innovativi di ricerca e rilevamento, come laser scanner in 3D e droni. In fondo, in questi anni abbiamo lavorato molto e la Valle Camonica è riuscita a collocare l'arte rupestre nell'ambito dell'archeologia. Mentre all'inizio era considerata quasi un fatto biologico». Certamente a contribuire al posizionamento scientifico di questo sito Unesco peraltro il primo storicamente riconosciuto in Italia è stato fondamentale l'impegno dell'archeologo Emmanuel Anati, fondatore e storico direttore del Ccsp, al quale oggi per ragioni di età è subentrato un comitato internazionale: finita l'era Anati, il Centro deve guardare al futuro. «Anche su questo versante stiamo lavorando spiega Gasparotti per offrire al territorio nuove opportunità e ricadute. Il Centro non è rivolto solo all'estero ma anche alla Valle Camonica». Non a caso, il Symposium non sarà soltanto un appuntamento per addetti ai lavori, ma verrà aperto al pubblico. Fra le novità, grande attesa per la presentazione dell'area brasiliana della Capivara: un grande sito di arte rupestre di 130 mila ettari e 1.400 ripari istoriati, che ne fanno il contesto rupestre più antico d'America.
Valcamonica. Nel nome di Asaad
Il Valcamonica Symposium, un evento di studio scientifico, sarà dedicato a Khaled Asaad, l'archeologo siriano assassinato dall'Isis. L'evento, che si terrà dal 9 al 12 settembre a Capo di Ponte, sarà incentrato sulle arti rupestri e sulla ricerca dell'arte preistorica. Ci saranno 21 paesi partecipanti e 63 relatori provenienti da tutto il mondo. L'obiettivo è promuovere il valore culturale e difendere il patrimonio di incisioni rupestri. Il Symposium sarà anche un'opportunità per presentare nuove metodologie di ricerca, come laser scanner in 3D e droni.
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