«BISOGNA fare come per i musei: chiamare gli stranieri a gestire il turismo a Genova sottolinea Edoardo Monzani, amministratore delegato di Stazioni Marittime perché qui non sono in grado: dicono che non ci sono i soldi, ma non è questo il punto. Non c'è cura, non c'è volontà, non c'è mentalità. Le risorse vengono usate, credo, solo per pagare gli stipendi. E allora, non resta che affidarsi a qualcuno da fuori». Dopo il racconto di Repubblica sull'incuria che regna nel punto più strategico della città, la passerella che i turisti percorrono per visitare il capoluogo ligure e le sue bellezze, gli operatori del settore lanciano un grido di dolore. E una proposta al Comune: una tavola rotonda con tutti i soggetti interessati. Per rifondare l'accoglienza in città. «La misura è colma sospira Mafalda Papa, presidente di Federalberghi - Ascom di Genova dopo tutta la fatica che facciamo per promuoverci, non si può vedere vanificato tutto il nostro impegno: bisogna davvero bonificare i luoghi turistici della città. E invece, molti clienti ci raccontano che hanno paura a passare da Caricamento di sera. Non è accettabile». Il viaggio di Repubblica partiva proprio dalla Stazione Marittima. Da una scala di metallo, che portava giù, in via Boccanegra, tra cantieri diroccati e un cammino a ostacoli di erbacce, spazzatura e cocci di bottiglia. «Ma anche il percorso da noi a Principe è vergognoso interviene Edoardo Monzani è una città senza manutenzione. Il turismo qui è totalmente casuale, l'assenza di regia è palpabile: tanto che i percorsi dei turisti sono all'abbandono». Ennesimo sintomo di scarsa attenzione, sottolinea Monzani, il chiosco dello Iat, Informazioni e accoglienza turistica, nel piazzale di Ponte dei Mille. È aperto solo tre ore al giorno, come si legge anche sul sito web visitgenoa.it: dalle 8.30 alle 11.30. «Una cosa fuori dal mondo incalza Monzani e pensare che ci hanno messo due anni per aprirlo. Quando ho chiesto spiegazioni su questo orario ridicolo, mi hanno risposto: i turisti possono rivolgersi a quello del Porto Antico. Azzardo un parallelismo: Genova è a livello di Tunisi, come sensazione appena arrivati. Anzi, peggio». Va applaudito chi pulisce davanti alla propria porta, ma non può essere questo il modo di gestire una città, incalza Mafalda Papa di Federalberghi- Ascom: «Proprio quest'anno, che abbiamo avuto un buon numero di prenotazioni e molti turisti si sono fermati anche una settimana per godersi la città. Che è meravigliosa. Ma con che percezione torneranno a casa? Hanno trovato i punkabbestia seduti sulle scale di Palazzo Ducale: al Louvre succederebbe? E poi gli ubriachi in piazza delle Erbe, la gente che dorme sulle panchine di Caricamento, la puzza di pipì sotto il Ponte Monumentale di via Venti Settembre. Il fatto è che non vengono fatte rispettare le regole. Anche quelle più basilari ». Ultima goccia, secondo l'amministratore delegato di Stazioni Marittime, è un episodio accaduto prima dell'estate: «Il Comune di Genova è azionista al 5 per cento di Stazioni Marittime spiega Monzani ebbene, con una delibera ha deciso di vendere la sua partecipazione. Questa, al di là della questione tecnica, è una scelta politica miope. Grave: perché noi siamo la cinghia di trasmissione con il turismo croceristico. Per questo dico che questa è una città da rifondare completamente». La replica del Comune? Se ne riparlerà la settimana prossima: gli assessori competenti sul tema sono in ferie.