PARLA IL SOPRINTENDENTE EMERITO GIUSEPPE VOZA: LA RIFORMA FRANCESCHINI E LA RICETTA POSSIBILE Ripete la parola "competenza" continuamente, e la scandisce con la voce potente di un uomo che non si rassegna. Giuseppe Voza è stato l'ultimo soprintendente nominato con decreto statale, a Siracusa, dopo avere superato un concorso pubblico. E Voza soprintendente (seppur emerito) lo è ancora, nella città che lo ha adottato e dove lui stesso ha fondato il museo archeologico "Paolo Orsi", del quale adesso è direttore onorario. Cosa ne pensa del dibattito che si è scatenato attorno alla gestione di musei e siti culturali in Sicilia? «Il dibattito ruota attorno alla possibile applicazione della legge Franceschini anche a livello regionale, e su questo punto dire che sono perplesso è riduttivo. Trovo positiva la partecipazione dell'Europa nella gestione del patrimonio artistico italiano, e mi sta bene che in Italia ci sia una presenza internazionale, ma che questa apertura tolga spazio alle competenze di casa nostra non mi sta bene. Lo trovo un provincialismo esterofilo». Italiani o no, il tema è se sia giusto affidare la gestione a figure manageriali anche in Sicilia. «I direttori devono essere nominati sulla base delle loro competenze tecnico-scientifice, non perché sono bravi a vendere un prodotto. Devono essere scelti attraverso dei concorsi banditi per verificare, appunto, le competenze. Avere attitudini manageriali è un merito ma non è certo il fatto più importante, perché per rendere produttivo il sistema dei beni culturali basterebbero pochissime cose ». «Prima di tutto la ricerca, che in Sicilia non esiste. Solo la ricerca dà il frutto che si offre al turismo. Poi serve restaurare e mantenere: qui manca totalmente la cultura della manutenzione. Aspettiamo la carità di chi per due giorni viene a pulire per dare una mano e poi se ne va, quando invece serve una manutenzione costante, perché i musei, le opere d'arte, le pietre, non comunicano nulla se sono ricoperti da erbacce. In ultimo la valorizzazione: non si può mettere il rossetto ad una donna sporca e mandarla in sposa, serve un lavoro più profondo, costante, che dipende dagli organi di governo». Il governo regionale non se ne occupa abbastanza? «Il governo è latitante. E i siti sono gestiti da personaggi discutibili e senza alcuna competenza. I musei ormai sono diventati uffici politico amministrativi. Questo è l'errore di fondo. Proporre, rendere appetibili e fruibili i beni culturali è una cosa che ha bisogno di competenza. Non servono solo i soldi: nel dopo guerra l'allora soprintendente di Siracusa riaprì il museo cittadino e soldi non ce n'erano affatto. De Gasperi vide cosa era riuscito a fare, e mandò i finanziamenti statali. A noi basterebbero i soldi per lampadine, carta igienica e per un bookshop dignitoso, ma se manca la sensibilità politica, la voglia di promuovere, sprofonderemo sempre di più». «Ho paura che la situazione in cui siamo adesso non sia ancora il fondo ».
SICILIA - "Niente soldi, servono ricerca e manutenzione"
Il soprintendente emerito Giuseppe Voza parla della riforma Franceschini e della sua applicazione in Sicilia. Voza è contrario all'applicazione della legge Franceschini anche a livello regionale, affermando che la competenza tecnico-scientifica è più importante della gestione manageriale. Secondo Voza, la ricerca, la manutenzione e la valorizzazione sono fondamentali per il benessere dei beni culturali, ma mancano di competenza e di attenzione. Il governo regionale non si occupa abbastanza di questi aspetti, e i siti culturali sono gestiti da personaggi discutibili senza competenza.
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