La lettera del sindaco di Livorno Filippo Nogarin non l'ha ancora letta, ma già lui il futuro direttore degli Uffizi Eike Schmidt, ancora a Minneapolis a concludere il suo mandato all'Institute of Arts, è già stato chiamato in causa sull'ipotesi di fare una seconda Galleria degli Uffizi a Livorno. Sulla cosa, ovviamente, lui rimane cauto e dice: «È troppo presto per me, non ho ancora preso servizio. Non posso decidere qualcosa di così importante da qui». Andiamo alla cronologia dei fatti, però, prima di tutto. L'altro ieri il sindaco pentastellato di Livorno ha acceso il computer e scritto a Schmidt proponendogli di realizzare una sorta di succursale degli Uffizi. «Penso che a Livorno si possa replicare l'operazione che ha portato alla creazione del Louvre Lens, con una sorta di Ambasciata degli Uffizi. Chiamarli Uffizi 2, o Uffizi sul mare scrive Nogarin sarebbe azzardato. Però il progetto che Livorno sogna non è un'utopia: portare in città alcuni dei tremila dipinti custoditi nella riserva della Galleria, un tesoro al quale il pubblico non ha accesso». Non solo fa la richiesta, ma propone anche delle possibili sedi: o i granai di villa Mimbelli o il futuro museo della città, nel grande complesso della Piazza del Luogo Pio che comprenderà l'antica Chiesa dell'Assunzione della Vergine e di San Giuseppe e il palazzo dei Bottini dell'Olio. La lettera insomma sollecita Schmidt a riservare particolare attenzione alla città. Ma sulla questione lui resta vago: «Mi pare presto per prendere una decisione così importante. Anche se mi sento di aggiungere che la collaborazione con il territorio circostante, e con la Toscana intera, farà parte sicuramente del mio modo di intendere il mio mandato. Detto ciò sarebbe sbagliato se io dessi una risposta definitiva a una proposta così su due piedi e da qui (Schmidt è ancora in America, ndr ) senza aver consultato i colleghi, quegli degli Uffizi, in primo luogo, che non ho ancora incontrato, quelli toscani e chi in Italia, a vario titolo si occupa di arte. Le istituzioni tutte». Schmidt vuole arrivare e vedere cosa lo aspetta. Prenderà servizio non prima di ottobre, anche se già annunciato che verrà a Firenze indipendentemente dall'inizio del suo mandato in occasione della prossima Biennale di Antiquariato in programma a Palazzo Corsini dal prossimo 26 settembre. «Una toccata e fuga per conoscere i miei colleghi fiorentini». Ma già ora prima di entrare nella sua stanza in Galleria una prima idea su come muoversi al di fuori diu Firenze ce l'ha. «Conosco il progetto che ha ideato e realizzato ormai da anni Antonio Natali, e che si chiama la "Città degli Uffizi", grazie al quale, con opere della Galleria ha allestito bellissime mostre fuori dalla città, portando autori in territori diversi da quello fiorentino ma legati a loro per nascita o per vicende biografiche. Penso all'ultima realizzata a Casal di Principe. È un progetto che reputo molto interessante che va nella direzione giusta, perché mette insieme la voglia di far conoscere anche fuori dalle mura di Firenze la collezione degli Uffizi e un programma culturale valido e che mi piacerebbe proseguisse ancora se Natali volesse continuare a occuparsene». Sarebbe un segnale di continuità e un'apertura verso quel territorio che lui dice di volere coinvolgere e dove si attendono ancora una serie di nomine importanti: quella dei consigli di amministrazione dei tre maggiori musei (oltre agli Uffizi, Accademia e Bargello) quella dei loro comitati scientifici e quella dei dirigenti dei musei minori. Figure chiave anche se di minor impatto mediatico rispetto a quelle dei 20 musei di fascia A ed autonomi per concludere la rivoluzione della riforma dei Beni Culturali applicata ai musei che tanto sta facendo discutere.