«Cartelli illeggibili, cestini strapieni e troppi pranzi al sacco in piazza Bra» VERONA. «Come si fa a pretendere il decoro, quando gli stessi cartelli "pro-decoro" sono indecorosi?». Un po' uno scioglilingua, un po' una provocazione, ma la sostanza è questa. Della questione si è parlato a più riprese durante quest'estate, le cui alte temperature hanno spinto diversi turisti a girare in pieno centro come se fossero in spiaggia. E ancora: cibo consumato ovunque, soprattutto tra i siti del centro storico. Il tutto, in barba alla nota ordinanza che vieta di mangiare in prossimità dei monumenti. C'è, però, chi fa notare che i cartelli che illustrano questi divieti, installati nel 2009 e molto criticati all'epoca, non siano molto visibili. Ricoperti da una patina di smog, con addosso gli adesivi più vari, è facile che sfuggano spesso all'attenzione dei turisti. A denunciare il fatto è la guida turistica Aurora Soldà, dell'associazione Ippogrifo. «Si scarica la responsabilità sempre sugli ospiti, ma se si vuole mettere un divieto, occorre avere la coerenza di farlo rispettare. E non si può parlare di città decorosa con dei segnali tenuti in quel modo: quelli in piazza Bra, davanti all'Arena». Che il divieto di consumare cibi e bevande fosse poco osservato è qualcosa di cui si sono resi conto in molti. A cominciare dagli agenti della polizia municipale che quotidianamente si trovano ad avvertire (anche per evitare le sanzioni previste) diversi gruppi di turisti. Succede sulle scalinate di Palazzo Barbieri e - sistematicamente - sotto il loggiato della Domus Mercatorum di piazza Erbe, proprio di fianco ad uno dei cartelli in oggetto. «Anche qui manca la coerenza. Non si può permettere che la città si riempia di locali d'asporto e poi pretendere che i turisti non mangino in giro - prosegue Soldà - soprattutto se si considera che le aree pic-nic praticamente non esistono. Quella di Piazza Indipendenza è stata chiusa, mentre gli spazi dei via Pallone e di piazza Pradaval sono permanentemente occupate da persone che con il turismo c'entrano gran poco». Ma Soldà non è l'unica ad aver notato il problema. Le fa eco una collega dell'associazione Arcovolo. «I cartelli non vengono mai notati. Tanto che siamo sempre noi ad avvertire le nostre comitive delle regole vigenti in città. Diciamolo chiaramente: i gruppi accompagnati si comportano benissimo. Quelli che si arrangiano con le guide straniere molto meno». Per Stefano Mutti di Assoguide, «quelli che sgarrano con l'abbigliamento, girando a torso nudo in centro, sono in pochi, ma qualche fastidio lo danno. Invece sul pranzo al sacco, consumato anche nelle aiuole di piazza Bra, ci sono molti più trasgressori». Ma non è solo quello il problema del decoro in città. «Abbiamo più volte segnalato i cestini strapieni in centro - spiega - capiamo che ad agosto è difficile far funzionare tutto come nel resto dell'anno, ma il problema esiste. E ancora: le erbacce nelle vie romane vicino a piazza dei Signori. Insomma una città più pulita dipende anche da come è tenuta dagli stessi abitanti». Sul tema, in passato, era intervenuta anche l'Amia, l'azienda che si occupa della nettezza urbana. Annunciando che verranno sostituiti a breve i cestini, con altri modelli più capienti, perché il numero di passaggi in centro per lo svuotamento (cinque al giorno) non può essere aumentato. «Sarebbe più semplice - conclude Cecilia Castagna, di Verona City Guide - se anche i privati facessero la loro parte. Ci sono pochi locali che permettono la raccolta dei rifiuti al loro interno, e spesso, proprio vicino a gelaterie o pizzerie d'asporto i cestini sono sempre colmi».