È un messaggio condiviso da tutte le anime e le voci di Forza Italia. E rilanciato in ogni occasione pubblica come un segno di diversità. «L'idea di una cultura organica alla politica non ci appartiene. La differenza con la sinistra su questo punto non potrebbe essere più netta». Nessuna cinghia di trasmissione, dunque, e nessuna battaglia per il controllo delle istituzioni culturali, della scuola e delle università. La cultura nasce libera e libera deve restare. Sono queste le fondamenta su cui si regge la «Proposta di un manifesto per la cultura», un progetto presentato a Roma dallo stato maggiore del partito su cui da tempo sta lavorando Marcello Dell'Utri ma che tutti i dirigenti di Forza Italia hanno sottoscritto. «Noi non diamo parole d'ordine a nessuno. Non abbiamo sudditi ma concittadini di cui vogliamo mettere in risalto le responsabilità e le libertà» dice il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani. «Non vogliamo una cultura indirizzata politicamente, ma una cultura libera; del resto siamo nati per questo». Discontinuità rispetto al passato, dunque. Ma anche una diversa concezione dei protagonisti dell'orizzonte culturale. «Siamo qui per ribadire il nostro no nei confronti di una cultura d'elite, una cultura dell'intellettuale organi-co al partito» dice il vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani. «Dobbiamo restituire libertà al mondo della cultura, come la più ampia espressione dell'animo umano». Il portavoce azzurro Sandro Bondi si sofferma, invece, sulla soverchiante forza comunicatrice dell'opposizione. «Questa è una sinistra che non crede più a niente - spiega Bondi - e ricerca solo il potere facendo propria ogni cosa, la tesi ed il proprio contrario. La crisi della sinistra è figlia di una mancanza di una identità politica, del continuo rinvio di un esame di coscienza presente e passato».
Forza Italia: sì alla cultura libera dai partiti
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha sottolineato che Forza Italia non dà parole d'ordine a nessuno e non ha sudditi, ma concittadini di cui vuole mettere in risalto le responsabilità e le libertà. Il partito ribadisce il suo no nei confronti di una cultura d'elite e vuole restituire libertà al mondo della cultura. Il portavoce Sandro Bondi ha criticato la sinistra per la sua mancanza di identità politica e il continuo rinvio di un esame di coscienza. La sinistra è considerata una forza che cerca solo il potere e fa propria ogni cosa, il suo contrario. Questo, secondo Bondi, è la causa della crisi della sinistra.
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