Blindati nella Fortezza voluta da Alessandro de' Medici. È qui, a due passi dalla stazione, che i capi di Stato delle sette super potenze dovrebbero riunirsi nella seconda metà del 2017. Un tesoro cinquecentesco da trasformare in centro fieristico 2.0, riorganizzando radicalmente gli spazi per garantire ospitalità, ma soprattutto massima sicurezza, alle delegazioni con centinaia di persone. I cantieri, per rispettare i tempi, sarebbero dovuti essere già partiti da tempo. Ma anche qui, come all'aeroporto, le ruspe sono ferme al palo. Anzi, per quanto riguarda la Fortezza da Basso, la situazione è più grave, perché mancano addirittura i progetti per realizzare i nuovi padiglioni. Negli ultimi tre anni sono state progressivamente demolite le strutture contestate come abusive dalla procura. Ma poi, nonostante il primo progetto faraonico presentato quattro anni fa da Comune e Regione, niente è stato più fatto per carenza di fondi. E di finanziamenti ne servono una valanga: 100 milioni per la precisione. Circa 70 si è impegnata a metterli la Camera di Commercio di Firenze, che ricaverà tale cifra vendendo due maxi immobili come ex Capitol in piazza del Grano ed ex Borsa merci di via Por Santa Maria. «La Fortezza va sistemata a prescindere dal G7, perché deve diventare un polo fieristico-congressuale competitivo a livello europeo spiega Leonardo Bassilichi, presidente dell'ente camerale A questo punto, la nostra, è diventata una battaglia contro il tempo». Già, perché per riuscire a convincere governo e ministero della Difesa a tenere il G7 a Firenze, la città dovrebbe riuscire a bruciare i tempi della burocrazia, dimostrando che per il maxi evento ci saranno infrastrutture. E per far partire le ruspe ci sono ancora diversi passaggi da superare. Palazzo Vecchio si impegna ad approvare in autunno il piano di fattibilità per recuperare la Fortezza, poi ci saranno subito da presentare i progetti di fattibilità e quello pre-esecutivo. Ed è in questo passaggio che Bassilichi rilancia una proposta per accelerare ancora di più i tempi: «Per la progettazione della nuova Fortezza, se dovessimo seguire le procedure, dovremmo indire un bando internazionale e perderemmo altri sei mesi spiega il numero uno della Camera di Commercio Ecco, allora io lancio una proposta a Confindustria e alle altre categorie: si impegnino a "regalare" alla città il progetto (costo circa un milione, ndr), perché se fossero loto a presentarlo riusciremmo a tagliare questi ulteriori sei mesi di inutile attesa». Una sfida che, visto il rischio di vedersi svanire 200 milioni di finanziamenti statali per il G7 sotto gli occhi, forse vale la pena di intraprendere. Stando però attenti ad incastrare tutti i lavori con le fiere di Pitti, oggi unica linfa vitale per la Fortezza.
Firenze. Fortezza al palo, appello taglia-tempi
La Fortezza da Basso a Firenze è stata chiusa per lavori da tre anni e non è stata ancora ristrutturata. I capi di Stato delle sette superpotenze dovrebbero riunirsi nella seconda metà del 2017, ma i cantieri sono fermi. La situazione è più grave della stazione, dove mancano i progetti per realizzare i nuovi padiglioni. La Camera di Commercio di Firenze ha impegnato 70 milioni per la ristrutturazione, che serviranno per finanziare il G7. La città dovrebbe riuscire a bruciare i tempi della burocrazia per convincere il governo e il ministero della Difesa a tenere il G7 a Firenze.
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