L'archivio di Stato e l'archivio provinciale avranno presto una casa comune. Accantonata l'ipotesi dell'ex questura si ragiona sullo stabile di via Borsieri. TRENTO. «Prende concretezza l'idea, che ha oltre vent'anni, di mettere assieme l'archivio provinciale e quello nazionale. Il polo unico sarà ospitato in via Borsieri, all'interno dell'immobile in cui verranno trasferiti anche il Centro di salute mentale e la Trentino school of management». Ad annunciare la novità sul polo archivistico unico è l'assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi, che precisa: «Questa ipotesi verrà adesso condivisa con i soggetti interessati, ovvero il dipartimento cultura e la soprintendenza archivistica». Come dice lo stesso assessore, quella del polo archivistico unico è un'idea nata oltre vent'anni fa. Un'ipotesi che ha fatto un passo importante verso la propria realizzazione a ottobre 2013, quando la Provincia di Trento e il ministero dei beni culturali hanno siglato un'intesa preliminare, che, tra le altre cose, permetteva anche di mettere assieme l'archivio di stato e quello provinciale. Questi sono collocati oggi in strutture giudicate dai firmatari dell'accordo dalla capienza limitata e troppo distanti dalla città. Al momento dell'intesa, siglata dall'allora presidente Alberto Pacher, c'era già l'idea di trasferire i due archivi nell'ex Questura, di fronte al Castello del Buonconsiglio. Un'ipotesi che è stata poi accantonata. La Provincia ha infatti preferito collocarvi il Museo storico dal momento che lo spazio dell'edificio era stato giudicato insufficiente per ospitare il polo archivistico. A giugno di quest'anno Piazza Dante ha dato il via libera a Patrimonio del Trentino ad acquistare un immobile in via Borsieri, il complesso delle suore di Maria Bambina. L'investimento, pari a 11,5 milioni di euro, permetterà di accentrare diverse strutture e servizi dell'amministrazione trentina. «Vi sarà abbastanza spazio anche per il polo archivistico unico dice l'assessore alle infrastrutture che si inserirà all'interno di un percorso culturale aperto ai cittadini e ai turisti che va dal Muse al Buonconsiglio». È presto però per parlare di date di inizio e fine dei lavori. «Il progetto di collocare in questo edificio i due archivi dovrà essere condiviso e discusso con i referenti dei due enti precisa Gilmozzi Da una parte il dipartimento cultura della Provincia e dall'altra la soprintendenza archivistica di Venezia e i suoi referenti locali. Il progetto va infatti concordato con questi soggetti, che sanno come organizzare al meglio gli archivi in termini espositivi e didattici». Il polo permetterà di unire fonti rimaste finora separate. L'archivio di stato, collocato oggi al numero quattro di via Maestri del lavoro, laterale di via Maccani, contiene volumi antichi, registri, pergamene, mappe, cabrei e catasti, fondi gentilizi, di famiglia, atti austroungarici, documenti militari e del genio civile, archivi giudiziari. A pochi numeri civici di distanza c'è l'archivio provinciale, che conserva gli atti della Provincia e delle istituzioni locali trentine e il patrimonio più antico, diviso in parte con l'archivio statale.
Trento. Il polo archivistico si accasa in via Borsieri
L'archivio di Stato e l'archivio provinciale di Trento potrebbero essere trasferiti in un unico polo archivistico, ospitato nello stabile di via Borsieri. L'idea è stata avanzata dall'assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi, che precisa che la Provincia e il ministero dei beni culturali hanno già siglato un'intesa preliminare nel 2013. L'ipotesi è stata accantonata nel passato, ma ora sembra che si stia per concretizzarsi. Il polo archivistico unico sarà ospitato all'interno di un complesso che include anche il Centro di salute mentale e la Trentino school of management.
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