I lavoratori della Braidense preparano le barricate. Stato di agitazione sindacale già annunciato, si prospettano scioperi sin dai primi giorni di settembre. Un benvenuto al nuovo direttore James Bradburne «che non ci ha neppure nominati nelle tante interviste rilasciate». Prima declassata, poi «abbandonata a se stessa». Alla Braidense si preparano le barricate e un fine estate rovente con uno stato di agitazione già annunciato che potrebbe portare a scioperi sin dai primi giorni di settembre. Un benvenuto a Mr. Bradburne «che nelle tante interviste rilasciate dopo la sua nomina non ci ha neppure nominati», dicono i dipendenti. I sogni di autonomia di una delle più importanti e preziose biblioteche nazionali si erano infranti nove mesi fa, all'indomani dell'accorpamento con la Pinacoteca di Brera. Qui, però, della riforma Franceschini si sono visti dal primo giorno solo «gli effetti collaterali». La nuova pianta organica ha spazzato via la figura dei custodi, trasferendoli alla Pinacoteca. Da dicembre, come accaduto solo a Pompei, tutti i dipendenti che garantiscono turnando le aperture continuative fino a sera hanno avuto buste paga decurtate del 30 per cento di incentivi (200-300 euro che su stipendi di 1.100-1.200 euro hanno un peso). Dal primo agosto, poi, quando è andato in pensione il Sovrintendente Artioli che aveva assunto un ruolo temporaneo al Segretariato regionale della Lombardia, la Braidense è stata messa in un cantuccio. «Siamo come bravi studenti di un liceo in autogestione, bloccati senza soldi per pulizie e bollette ricostruisce una rappresentante sindacale , con le ultime scorte di carta e matite (stessa sorte per la Pinacoteca). Andiamo avanti per inerzia e senso di responsabilità, abbiamo lavorato perché c'e Expo, ma ora la tregua è finita». All'orizzonte si prepara una tempesta. Il segretario nazionale Uil Enzo Feliciani ha informato il ministero che è pronto il ricorso contro il decreto di nomina anche di Mr.Bradburne. La legge (D.Lgs.1652001) chiarisce infatti che può assumere incarichi alle dipendenze dello Stato solo chi è cittadino italiano. Biblioteche e Musei non sono, per ora, Fondazioni. I costi di puro funzionamento della Braidense sono di circa 250.000 euro l'anno, che si sommano ai 90.000 della Mediateca, dislocata poco distante in Santa Teresa. Il budget per le nuove acquisizioni di libri è di 60.000 euro l'anno, in media con quello delle analoghe importanti istituzioni. Nella sua lunga storia non era mai accaduta una analoga debacle. Neppure dieci anni fa, quando si lanciò un appello per trovare fondi da destinare al restauro di parte dei tanti capolavori custoditi tra queste antiche mura. Il timore stampato sul volto di dipendenti e funzionari è che il «salone monumentale» intitolato a Maria Teresa perda la sua funzione: «È il solo grande spazio che possono affittare per fare cassa spiegano . In Pinacoteca non c'è un luogo analogo». La riorganizzazione del ministero della Cultura ha privilegiato i percorsi museali, «perché c'è un ritorno economico, ma le biblioteche nazionali sono un servizio insostituibile». L'istituzione, che apri i battenti nel 1776, custodisce oltre un milione e mezzo di volumi, dei quali 2.367 sono manoscritti, 2.368 incunaboli e tra i 40.000 autografi c'è il fondo manzoniano con il manoscritto originale di «Fermo e Lucia».
Milano. Caso Braidense. Dipendenti pronti allo sciopero
La Braidense, una delle biblioteche nazionali più importanti, si prepara per uno stato di agitazione sindacale a causa di una riforma che ha portato a una riduzione dei costi di funzionamento e a una riduzione dei benefici dei dipendenti. Il nuovo direttore, James Bradburne, non è stato nominato nelle interviste rilasciate e i dipendenti si sentono abbandonati. La riforma ha anche portato a una riduzione dei benefici dei custodi, che sono stati trasferiti alla Pinacoteca. I dipendenti si sentono bloccati senza soldi per pulizie e bollette e si preparano per scioperi.
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