DA Braunschweig, città di 250 mila abitanti della Bassa Sassonia, dove dirige lo "Städtisches Museum", il museo municipale dedicato alla storia e alle tradizioni del territorio, a Firenze, dove fra poche settimane prenderà le redini della Galleria dell'Accademia, il secondo museo fiorentino e italiano per numero di visitatori (un milione e 300 mila nel 2014) nonché la "casa" dell'icona rinascimentale per eccellenza, il David di Michelangelo. Un salto non da poco per Cecilie Hollberg, 48 anni, tedesca (è nata a Soltau, sempre in Bassa Sassonia) come Eike Schmidt, suo nuovo collega agli Uffizi. «Ma non ho paura giura in un italiano perfetto - , piuttosto sono commossa e piena d'orgoglio per il fatto di poter lavorare a fianco di questo simbolo conosciuto in tutto il mondo. È una sfida che raccolgo con tutto il mio entusiasmo ». Fra i venti nuovi direttori nominati dalla commissione presieduta da Paolo Baratta, è una dei pochi a non vantare una formazione specifica come storica dell'arte o archeologa. Il curriculum diffuso dal ministero la presenta piuttosto come "storica e manager culturale", con alle spalle studi in storia e scienze politiche compiuti a Roma, Monaco, Venezia e Trento, un dottorato in storia medievale a Göttingen ed esperienze come curatrice e funzionario tecnico- scientifico nel settore museale a Lipsia, Dresda e Berlino. «È vero dice non sono una storica dell'arte, ma ho sempre lavorato nei musei. Ricordo che quando il direttore dell'istituto di storia dell'arte di Berna mi propose di tenere un corso, gli chiesi se il non aver studiato storia dell'arte non fosse un problema, e lui mi rispose "No, se non lo è per lei". Per gestire un museo servono tante competenze diverse, sono fiduciosa che troverò la via giusta». Quanto al progetto che ha conquistato la commissione del Mibact, preferisce non rivelarlo: «Voglio prima conoscere le persone con cui lavorerò: non si fa il direttore da soli. Per il momento, Firenze è un sogno che si avvera». (g.r.)