Il primo obiettivo del nuovo manager Schmidt: eliminare le code. E una stoccata a Sgarbi: «Io troppo giovane? Ma se ho 47 anni...» La tecnologia per abbattere il problema più grave che affligge gli Uffizi: le code. Partirà dagli smartphone la rivoluzione del nuovo direttore del principale museo fiorentino, il tedesco Eike Schmidt. Parlando a Si può fare estate, trasmissione di Radio24, Schmidt ha spiegato che i biglietti si potranno presto comprare con i cellulari: «Ci sono cose interessanti della mia esperienza in America che potrei portare in Italia, adattandoli ha spiegato ci sono spesso tante code davanti agli Uffizi e non è ideale iniziare la visita a un museo con questi capolavori stando in coda per molto tempo. Naturalmente si sono già messi in atto dei sistemi, anche informatici, però c'è la possibilità di migliorare ancora molto. Sono sistemi che ora vanno studiati, per esempio ci sono alcuni musei internazionali che usano il ticket attraverso il cellulare». L'affitto delle sale ai privati Il neo-direttore degli Uffizi ha poi rilanciato l'idea di affittare le sale del museo ai privati per «generare introiti». «In tutto il mondo si fanno collaborazioni col settore privato ha detto soprattutto negli Stati Uniti è una cosa normalissima affittare o dare la possibilità di usare certe sale dei musei. Però non esporterei in Italia la cosa così com'è. Questo sarebbe sbagliato». «Prenderei il principio e lo adatterei alla realtà italiana che è diversa. Gli Uffizi sono un museo unico nel mondo, uno dei più antichi al mondo e questo va considerato ha aggiunto esiste già un regolamento agli Uffizi, quindi non sarebbe una cosa completamente nuova. Io quando arrivo devo studiarlo per bene». Da Schmidt arriva anche una risposta alla stoccata di Vittorio Sgarbi («è solo un giovane storico dell'arte») che da giorni attacca sulle nomine del ministero: «Io giovane? ha ribattuto Mica tanto... Ho già quarantasette anni». L'omaggio agli ex delle guide professioniste Intanto l'associazione delle guide professioniste Mercurio rivolge un omaggio agli ex direttori di Uffizi, Galleria dell'Accademia e Bargello: «Grazie per la passione e la competenza, malgrado lo stipendio inadeguato spiega una nota i nuovi direttori potranno contare su uno stipendio ben più alto dei loro predecessori che talvolta hanno rinunciato alle carriere per dedicarsi con passione alla guida dei musei».